Prevenzione Incendi De Dona

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PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 26 luglio 2022 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti.

trattamento rifiuti
Con Decreto Ministeriale del 26 luglio 2022 (DM), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 11 agosto 2022, è stata emanata la regola tecnica verticale per gli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti. In particolare la regola tecnica si applica a:
  • stabilimenti e impianti che effettuano stoccaggio dei rifiuti in via esclusiva o a servizio degli impianti di trattamento di rifiuti, esclusi i rifiuti inerti e radioattivi, nonché ai centri di raccolta di rifiuti di superficie superiore a 3000 m2.
Si osserva che il DM non modifica il codice della prevenzione incendi, pertanto non introduce nessuna nuova RTV all'interno del DM 3/8/2015, ma richiama all'interno di esso l'applicazione delle strategie previste dal codice, come dettagliato nell'art. 3. Tale scelta, probabilmente provvisoria, è legata all'assenza dell'attività di stoccaggio e trattamento rifiuti tra quelle elencate nell'allegato I del DPR 151/11, situazione che verrà sanata con la modifica dell'allegato I del DPR 151/11, come previsto nella proposta di revisione (Proposta di revisione dell'allegato I del DPR 151/11 ).
L'articolo 3 del DM (Modalità applicative e coordinamento con il decreto del Ministero dell'interno 3 agosto 2015) stabilisce che per le attività in questione deve essere applicato il codice della prevenzione incendi e non le regole tecniche tradizionali. Il DM ricalca quanto già previsto nel DM 3/8/2015, cioè in caso di modifiche ovvero ampliamenti devono essere applicate le norme tecniche dell'allegato 1 al DM qualora le parti dell'attività non interessate dall'intervento siano compatibili con gli interventi da realizzare, in caso contrario si possono continuare ad applicare le pertinenti norme tecniche di prevenzione incendi o i criteri di prevenzione incendi.
L'articolo 5 del DM (Disposizioni transitorie e finali), stabilisce che le attività esistenti non ancora in possesso dell'autorizzazione ai fini antincendio (art. 4, 5 e 7 del DPR 151/11) debbano adeguarsi all'allegato 1 al DM entro 5 anni dalla data di entra in vigore del decreto (9/11/2027).

Entrando nel merito della regola tecnica, si osserva che risulta struttura come le altre RVT del codice della prevenzione incendi. In particolare, al punto 5 dell'allegato 1 al DM viene precisato che devono essere applicate tutte le misure antincendio della regola tecnica orizzontale (RTO) del DM 3/8/2015 e le misure complementari o sostitutive riportate nelle strategie dell'allegato 1 al DM.
Come per tutte le RTV del codice, il primo passaggio da effettuare è la classificazione dell'attività, nel caso in questione in relazione alla superficie lorda (somma della superficie lorda di tutte le aree che compongono l'attività):
  • AA: A ≤ 5000 m2;
  • AB: 5000 m2 < A ≤ 10000 m2;
  • AC: A > 10000 m2
e in relazione alla tipologia delle aree:
  • TSC: aree di stoccaggio di rifiuto al chiuso, interne alle opere da costruzione;
  • TSA: aree di stoccaggio di rifiuto all'aperto;
  • TSP: aree di stoccaggio di rifiuto a parete;
  • TSB: aree di stoccaggio di rifiuto in baia o bunker;
  • TK: aree a rischio specifico, in cui si svolgono una o più operazioni di smaltimento o di recupero dei rifiuti indicate nell'allegato B e C del D.lvo 3 aprile 2006, n. 152 ecc.
  • TZ: altre aree.

Dopo l'importante paragrafo relativo alla valutazione del rischio, identico a tutte le RTV del codice, vengono trattate le strategie complementari o sostitutive della RTO.
Un ampio paragrafo viene dedicato alla Strategia Compartimentazione dove si prescrive che:
  • la superficie massima dei compartimenti di stoccaggio al chiuso deve essere ≤ 32000 m2;
  • le aree di stoccaggio di rifiuti pericolosi (esplosivi, comburenti e perossidi, liquidi infiammabili, solidi infiammabili o soggetti ad accensione spontanea, che reagiscono a contatto con l'acqua sviluppando gas infiammabili) devono essere inseriti in compartimenti distinti;
  • gli stoccaggi all'aperto devono essere organizzati in modo da garantire il livello II di prestazione per la compartimentazione.
Riguardo quest'ultimo punto l'allegato 1 al DM propone oltre alla determinazione della distanza di separazione in soluzione conforme (capitolo S.3. del DM 3/8/2015) con il metodo tabellare e analitico imponendo un Esoglia al bersaglio pari a 12,6 kW/m2 anche altre modalità che stabiliscono la distanza di separazione mediante delle tabelle in funzione della lunghezza del cumulo ed il rischio vita dell'area di stoccaggio rifiuti, come riportato di seguito (esempio di tabella):

Lunghezza dell'accumulo (m)Distanza di separazione tra stocacggi (m)
Rifiuti scioltiRifiuti imballati
559
10713
15915
201017
301120
501223

Tabella 1: Distanze di separazione tra stoccaggi per il livello di prestazione II in caso di Rvita pari ad A1 ed A2

Con entrambi le procedure la distanza di separazione può essere ridotta del 30% se lo stoccaggio di rifiuti avviene all'interno di cassoni metallici di capacità ≥ 33 m3. Mentre nel caso di capacità geometrica del cassone metallico ≤ 33 m3 si considera soluzione conforme l'interposizione di una distanza di separazione tra gli stoccaggi ≥ 2 m e dalle opere da costruzione e confini di proprietà una distanza di separazione ≥ 4 m. Tale ultima distanza può essere dimezzata in caso di cassone chiuso superiormente.

Atro ampio paragrafo è dedicato alla strategia Gestione della sicurezza antincendio, dove viene attribuito il livello di prestazione (Capitolo S.5) in funzione della classificazione dell'attività (AA→I, AB→II, AC→III). Oltre all'applicazione delle misure previste dal capitolo S.5. sono prescritte altre misure importanti per i tipo di attività, di cui se ne riportano alcune:
  • obbligo di presenza della squadra addetta all'emergenza durante l'orario di esercizio dell'attività e reperibilità h24 del coordinatore del servizio antincendio;
  • addetti all'antincendio provvisti di corso di formazione per rischio d'incendio elevato e attestato di idoneità tecnica;
  • presenza di cartellonistica riportante il lay-out dell'impianto installata almeno all'ingresso principale dell'attività, delle aree di stoccaggio all'aperto e di ogni opera da costruzione al chiuso;
  • Altre indicazioni che riguardano la stabilità dei cumuli (inclinazione, altezza ecc.), le caratteristiche delle aree TSP (stoccaggio a parete) e TSB (stoccaggio in bunker) ecc.
Le strategie Controllo dell'incendio e Rivelazione allarme prevedono l'attribuzione del livello di prestazione in funzione del carico d'incendio specifico qf dell'area di stoccaggio:
  • per la strategia controllo incendio ad esempio per l'area TSC (stoccaggio al chiuso): (qf ≤ 600 MJ/2 → II, 600 < qf ≤ 1200 MJ/2 → III, qf > 1200 → IV).
    E' sempre prevista un'alimentazione di tipo singola superiore sai per impianto al chiuso che all'aperto.

Altra strategia importante riguarda la Sicurezza degli impianti tecnologici. Rispetto alle altre regole tecniche vengono introdotte misure antintrusione (security, recinzioni, controllo accessi, videosorveglianza, ...) e sistemi di rilevazione della temperatura.
I sistemi antintrusione sono previsti in funzione della classificazione dell'attività in base alla superficie lorda:
  • tipologia 1: dotati di recinzione in muratura continua o inferriata di altezza ≥ 2 m; (attività classificata AA);
  • tipologia 2: dotati di recinzione in muratura continua o inferriata di altezza ≥ 2 m, con sistema di videosorveglianza collegato al personale reperibile (attività classificata AB);
  • tipologia 3: dotati di recinzione in muratura continua o inferriata di altezza ≥ 2 m, con sistema di videosorveglianza e controllo accessi collegato al personale reperibile (attività classificata AC);
Mentre per quanto riguarda i sistemi di rilevazione delle temperature sono previsti in funzione del carico d'incendio qf specifico e dell'area di stoccaggio, ad esempio per aree di stoccaggio al chiuso TSC:
  • tipologia 1: di tipo manuale (es. termocamere, ...) → qf ≤ 1200;
  • tipologia 2: in continuo e di tipo automatico con funzione di allarme collegata al personale reperibile o manuale se l'impianto è presidiato nei diversi ambiti h24 per 365 giorni l'anno → qf > 1200;
Il Decreto entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale avvenuta il 12 agosto 2022, ovvero il 9/11/2022.

14/08/2022


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 19 maggio 2022 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici di civile abitazione, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

chiusura d'ambito
Con decreto del 19 maggio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 maggio 2022, è stata emanata la regola tecnica verticale (RTV) per gli edifici di civile abitazione che va a modificare il DM 3/8/2015 smi, inserendo il capitolo V.14 (Edifici di civile abitazione).
Per il completamento del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 smi) mancano ancora le seguenti pubblicazioni di RTV, già presenti in bozza: L'attività ricade nel punto 77 del DPR 151/11, in particolare viene individuata dal DM 7/8/2012 con le seguenti categorie:
N. Descrizione Categoria A Categoria B Categoria C
77 Edifici destinati ad uso civile con altezza antincendio superiore a 24 m fino a 32 m oltre 32 m e fino a 54 m oltre 54 m

Il punto V.14.1 dell'allegato al Decreto (Campo di applicazione) precisa che la RTV si applica ad edifici destinati prevalentemente a civile abitazione di altezza antincendio > 24 m, in cui possono essere presenti attività artigiane, commerciali, magazzini, attività professionali, uffici, ecc.
Come per le atre RTV del codice della prevenzione incendi viene effettuata la classificazione dell'attività, nel caso in questione esclusivamente in base alla quota h dei piani:
  • HC: h ≤ 32 m;
  • HD: h ≤ 54 m;
  • HE: h ≤ 80 m;
  • HF: h > 80 m.
Effettuata la classificazione si procede all'individuazione delle aree dell'attività:
  • TA: unità abitative o ad uso esclusivo (es. appartamenti, …);
  • TB: unità destinate a piccole attività di tipo civile (es. attività artigiane o commerciali, magazzini, attività professionali, uffici, …);
  • TC: spazi comuni (es. scale e corridoi condominiali, atri, androni, terrazzi condominiali, rampe e passaggi in genere, sale riunioni con basso affollamento, ...);
  • TM1: depositi o archivi di superficie lorda ≤ 25 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 1200 MJ/m2, oppure di superficie lorda ≤ 100 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
  • TM2: depositi o archivi di superficie lorda ≤ 400 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 1200 MJ/m2, oppure di superficie lorda ≤ 1000 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
  • TO: locali con affollamento > 100 occupanti (es. locali ad uso collettivo, sale conferenze, sale riunioni, …);
  • TT: locali tecnici rilevanti ai fini della sicurezza antincendio;
  • TZ: altre aree;
Devono essere applicate le indicazioni complementari o sostitutive delle soluzioni conformi delle strategie previste dai corrispondenti livelli di prestazione della RTO, ad esclusione della strategia S.8 (Controllo fumi e calore).
Per la strategia S.1 Reazione al fuoco non sono richiesti requisiti minimi per le aree destinate ad unità abitative TA mentre nelle vie di esodo sono previsti materiali del gruppo GM2 e per edifici classificati HE e HF materiali del gruppo GM1. Sono ammessi materiali del gruppo GM3, ad esclusione degli edifici HE e HF, in caso di incremento di una unità del livello di prestazione minimo di rilevazione ed allarme.
La strategia S.2 Resistenza al fuoco richiede valori minimi di resistenza al fuoco delle strutture pari ad R/REI 60 ad eccezione degli edifici di civile abitazione classificati HF dove si richiede un valore R/REI 90.
La strategia S.3 Compartimentazione prescrive che le aree TA, TB, TC e TM1 possano stare all'interno dello stesso compartimento e separate dalle aree TM2, TO e TT che devono essere inserite in compartimenti distinti. Sono ammessi compartimenti multipiano da quota > -5 a quota ≤ 12 m ed anche da quota > di 12 m e ≤ 32 m, a condizione che il dislivello sia ≤ 7 m.
Per la strategia S.4 Esodo l'affollamento massimo di ciascun locale può essere demandato anche ad altre legislazioni e regolamenti inerenti i requisiti igienici sanitari. Vengono prescritte due vie di esodo alternative per i piani posti a quota <-5 m e > 32 m. Viene aggiunto a quanto già previsto dalla strategia S.4 RTO la possibilità di considerare per il corridoio cieco omesso una lunghezza massima Lom non superiore a 135 m con caratteristiche di filtro continuativa e finale (scala di tipo protetta che conduce all'esterno).
La strategia S.5 Gestione della sicurezza antincendio viene completamente sostituita da una serie di misure che il responsabile dell'attività (amministratore del condominio) deve adottare. Le misure gestionali sono incrementate in relazione alla classificazione dell'edificio. Per gli edifici classificati HE ed HF il responsabile dell'attività ha l'obbligo di nominare uno o più coordinatori dell'emergenza. Sono previste misure di prevenzione e pianificazione dell'emergenza considerando anche i casi di attività con promiscuità strutturali, impiantistiche e delle vie di esodo.
Per quanto riguarda la strategia S.6 Controllo dell'incendio è prevista la rete idrica antincendio a partire dagli edifici classificati HD (h > 32 m).
Per la strategia S.6 Rivelazione ed allarme sono previsti rivelatori autonomi con avvisatori acustici per le aree TA, solo per gli edifici classificati HE ed HF.
E' previsto il livello di prestazione IV operatività antincendio per gli edifici classificati HE ed HF.
Il decreto entrerà in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avvenuta 30 maggio 2022 ovvero il 29/06/2022.

31/05/2022


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 30 marzo 2022 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d'ambito degli edifici civili, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

chiusura d'ambito
Con decreto del 30 marzo 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 aprile 2022, è stata emanata la regola tecnica verticale (RTV) per le chiusure d'ambito degli edifici civili che va a modificare il DM 3/8/2015 smi, inserendo il capitolo V.13 (Chiusure d'ambito degli edifici civili).
Per il completamento del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 smi) mancano ancora le seguenti pubblicazioni di RTV, già presenti in bozza: La RTV V.13 è composta dai 6 paragrafi, di seguito indicati:
  • V.13.1 Campo si apllicazione
  • V.13.2 Definizioni
  • V.13.3 Classificazioni
  • V.13.4 Strategie antincendio
  • V.13.5 Realizzazione di fasce di separazione
  • V.13.6 Verifica dei requisiti di resistenza al fuoco.
Nel pargrafo V.13.1 (Campo di applicazione) è precisato che la RTV si applica agli edifici civili (strutture sanitarie, scolastiche, alberghiere, commerciali, uffici, residenziali ecc) e costituisce un utile riferimento per le altre opere da costruzione (edifici idustriali ecc). Si tratta, quindi, di una RTV che si applica a tutte le attività, simile alle iniziali RTV (V.1, V.2, V.3). La RTV V.13 si prefigge i seguenti obiettivi di sicurezza:
  • limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all'interno dell'edificio, attraverso le sue chiusure d'ambito;
  • limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all'esterno dell'edificio, attraverso le sue chiusure d'mbito;
  • evitare o limitare la caduta di parti della chiusura d'ambito dell'edificio (es. frammenti di facciata disgregate o incendiate) che possano in caso d'incendio ostacolare l'esodo degli occupanti e l'operatività delle squadre di soccorso.
Le chiusure d'ambito in base alle caratteristiche dell'edificio, in cui è inserita l'attività ricadente nel campo di applicazione del DM 3/8/2015, sono classificate in:
  • SA: chiusure d'ambito di:
    • edifici aventi le quote di tutti i piani comprese tra -1 m < h ≤ 12, affollamento complessivo ≤ 300 occupanti e che non includano compartimenti con Rvita pari a D1, D2;
    • edifici fuori terra, ad un sol piano;
  • SB: chiusure d'ambito di edifici aventi quote di tutti i piani ad h ≤ 24 m e che non includano compartimenti con Rvita pari a D1, D2;
  • SC: chiusure d'ambito di altri edifici.
V.13.4 Strategie antincendio
La RTV stabilisce misure di sicurezza per le strategie Reazione al fuoco, Resistenza al fuoco, compartimentazione e Sicurezza degli impianti tecnologici di servizio.

I requisiti di Reazione al fuoco sono previsti per le chiusure d'ambito delle facciate e delle coperture di edifici classificati SB (GM2) ed SC (GM1), mentre per gli edifici classificati SA non è richiesto il requisito della reazione al fuoco per le chiusure d'ambito ma è consigliato l'utilizzo di materiali almeno del gruppo GM3. In particolare, dovranno essere classificati ai fini della reazione al fuoco i seguenti componenti delle chiusure d'ambito:
  • Isolanti termici (cappotti non in kit, ...);
  • sistemi di isolamento esterno in kit (es. ETICS, cappotti in kit, ...)
  • guarnizioni, sigillanti e materiali di tenuta, qualora occupino complessivamente una superficie > 10% dell'intera superficie lorda della chiusura d'ambito
  • gli altri componenti, ad esclusione dei componenti in vetro, qualora occupino complessivamente una superficie > 40% dell'intera superficie lorda della chiusura d'ambito
    Nota

I requisiti di Resistenza al fuoco sono previsti solo per le chiusure d'ambito SB ed SC. Invece per le chiusure d'ambito di edifici classificati SA e per gli edifici con le caratteristiche riportate di seguito non sono richiesti requisiti di resistenza al fuoco:
  • Edifici con carico d'incendio specifico qf di tutti in compartimenti ≤ 200 MJ/m2;
  • Edifici con impianto sprinkler in tutti i compartimenti (livello di prestazione Controllo Incendio V). L'impianto deve essere presente in tutto l'edificio non solo nell'attività inserita nell'edificio. Quindi il livello V non è riferito all'attività.
Nella strategia resistenza al fuoco si introducono le fasce di separazione tra i diversi compartimenti, con lo scopo di limitare la propagazione ad altri compartimenti. Sono indicate le misure sicurezza per alcune tipologie di facciate:
  • Facciata semplice e curtain walling
    Sia per le facciate semplici che curtain walling dovranno essere previste in corrispondenza della proiezione degli elementi costruttivi di compartimentazione orizzontali e verticali sulle chiusure d'ambito le fasce di separazione.
    Se l'elemento di facciata non poggia direttamente sul solaio come per le facciate courten walling dovrà essere reaizzato un elemento di collegamento tra facciata e le compartimentazioni orizzontali e verticale con classe di resistenza al fuoco EI30 (SB) e EI60 (SC).
  • Facciata a doppia pelle ventilata
    Per le facciate a doppia pelle ventilata sono ammesse le soluzioni in base alla tipologia di facciata, riportate in una dettagliata tabella:
    • Non ispezionabile con pelle esterna chiusa;
    • Non ispezionabile con pelle esterna aperta;
    • Ispezionabile con pelle esterna chiusa;
    • Ispezionabile con pelle esterna aperta;
    • Ispezionabile con pelle esterna aperta o chiusa.
In base alla tipologia vengono individuate le caratteristiche dell'intercapedine e le caratteristiche delle pelli. Ad esempio per la tipologia di facciata Non ispezionabile con pelle esterna chiusa si riporta uno stralcio della tabella V.13-2 (caratteristiche di resistenza al fuoco per facciate a doppia pelle ventilata) riporta:
Facciata Caratteristiche intercapedine Caratteristiche delle pelli
Non ispezionabile con pelle esterna chiusa In corrispondenza di ogni piano [1] l'intercapedine è interrotta da setti di compartimentazione E 30, o E 60 per chiusure d'ambito SC Per la pelle interna devono essere applicate le stesse prescrizioni previste per le facciate semplici.


Per la strategia Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio, qualora sulla chiusura d'ambito o in aderenza ad essa siano installati impianti di produzione o trasformazione d'energia (es. impianti fotovoltaici, impianti di produzione calore, impianti di condizionamento ...) la porzione di chiusura d'ambito interessata dovrà essere protetta con fasce di separazione descritte nel paragrafo V.13.5.
V.13.5 Realizzazione delle fascie di separazione
Le fascie di separazione devono avere le seguenti caratteristiche:
  1. realizzate con materiali in classe di reazione al fuoco non inferiore a A2s1,d0 per impiego a parete (equivalente alla classe 1 secondo il DM 15/03/2005).
  2. possono essere costituite da uno o più elementi costruttivi con classe di reazione al fuoco E 30-ef(o → i) o, se portanti, RE 30-ef(o → i).
In copertura fasce di separzione ed altre protezioni devono avere classe di comportamento al fuoco esterno BROOF(t2), BROOF(t3), BROOF(t4) oppure essere di classe di resistenza al fuoco EI 30.
Le porzioni di chiusura d'ambito comprese nelle fasce di separazione ed eventuali altre protezioni possono presentare aperture solo se provviste di serranda tagliafuoco o sistema equivalente oppure le suddette porzioni possono essere testate in configurazione totale come da norma EN 364-3 (prova di resistenza al fuoco per elementi non portanti - facciate continue - Configurazione in grandezza reale (assemblaggio completo).
Le fasce devono essere realizzata con una definita geometria in modo da limitare la propagazione in senso orizzontale e verticale dell'incendio tra i compartimenti.
Per limitare la propagazione in verticale dell'incendio dovranno essere previste fasce di separazione orizzontali di larghezza ≥ 1 m, secondo gli schemi riportati (illustrazione V.13-2: esempi di fascia di separazione orizzontale in facciata). Per limitare, invece, la propagazione orizzontale dell'incendio dovranno essere previste fasce di separazione verticali tra i compartimenti con larghezza ≥ 1 m (illustrazione V.13-3: esempi di fascia di separazione verticale in facciata)
Se la fascia di separazione forma un angolo diedro di ampiezza α < 90°, lo sviluppo della fascia deve avere larghezza ≥ 1,00 + (ds.3 -1) • cosα con ds.3 distanza di separazione calcolata con i metodi previsti dalla strategia compartimentazione S.3.
In copertura, la fascia di separazione per limitare la propagazione dell'incendio in orizzontale tra i compartimenti deve avere una larghezza ≥ 1 m.
V.13.6 Verifica dei requisiti di resistenza al fuoco
La fascia di separazione per la quale è previsto il requisito di resistenza al fuoco, può essere verificata sperimentalmente tramite le seguenti norme:
  1. EN 1364-1, per le facciate semplici poggianti sui solai;
  2. EN 1364-4, per facciate curtain walling con fascia di separazione che non include le vetrate;
  3. EN 1364-3, per facciate curtain walling con fascia di separazione che include le vetrate;
  4. EN 1366-4, per sigillature dei giunti lineari.
Il decreto entrerà in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avvenuta l'8/4/2022 ovvero il 7/7/2022.

13/04/2022


PUBBLICAZIONE NORMA UNI 9795 2021
Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - Progettazione, installazione ed esercizio

rilevatori di fumo
In data 2 dicembre 2021 la UNI ha pubblicato l'aggiornamento della norma UNI 9795 che ha per oggetto: Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - Progettazione, installazione ed esercizio. Essa si applica ai sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d'incendio, collegati o meno ad impianti di estinzione o ad altro sistema di protezione (sia di tipo attivo che di tipo passivo), destinati a essere installati in edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso.
La norma 9795 2021 rispetto alla precedente versione risulta molto più dettagliata ed arricchita con nuove tabelle e figure, con 120 pagine rispetto alle 55 pagine della precedente versione.
Sono state introdotte molte nuove definizioni rispetto alla precedente versione del 2013, definendo con maggior dettaglio ogni componente e funzione.
Le funzioni degli impianti di rivelazione sono rimaste praticamente le stesse è stata solo introdotta la funzione P - funzione di allarme incendio (altoparlanti) - ed è stato rimodulato lo schema come riporato in figura.
componenti UNI 9795
Per i rilevatori puntiformi di calore è stata introdotta una tabella per la classificazione dei rilevatori in base alla temperatura di risposta (prospetto 1).
La tabella che riporta la distribuzione dei rivelatori nell'ambiente (prospetto 2 ) è stata modificata e collegata al nuovo prospetto 1. In ogni caso i rilevatori non potranno essere installati ad un'altezza maggiore di 7,5 m.
Anche la tabella per il posizionamento dei rilevatori puntiformi di fumo è stata modificata. In particolare è stata eliminata la possibilità di applicazioni speciali per altezze superiori a 12 m.
Per i rilevatori lineari di fumo sono state introdotte nuove tabelle e modalità d'installazione, è stato introdotto il prospetto 15 (Distribuzione rilevatori ottici lineari di fumo) che fissa l'altezza d'installazione in funzione della tipologia di copertura. Sono state inserite nel paragrafo per questa tipologia d'impianto diverse figure esplicative delle modalità d'installazione.
Il paragrafo relativo ai rilevatori di fiamma è stato ampliato, in particolare si parla esplicitamente nella norma di classe di sensibilità, richiamata dalla norma UNI EN 54-10, in funzione della distanza di rilevamento della fiamma.
Anche il paragrafo relativo ai rilevatori resettabili e non resettabili è stato notevolmente ampliato con l'introduzione di nuove tabelle e figure, in particolare è stato ridenominato in rilevatori ripristinabili e non ripristinabili.
Al paragrafo rilevatori puntiforme multisensore che utilizzano fenomeni di rilevazione combinata, così com'è stato ridenominato, sono stati adottati dei piccoli accorgimenti e miglioramenti.
Anche il paragrao relativo ai sistemi di rilevazione di fumo ad aspirazione e campionamento è stato ampiamente arricchito con nuove tabelle e figure tale da rivedere completamente la trattazione prevista dalla versione del 2013.
In definitiva si può ritenere che la versione 2021 della norma UNI 9795, pur restando in linea con la vecchia versione, è stata migliorata nella sostanza, completata e resa più leggibile con l'aggiunta di dettagli, nuove tabelle e figure.
Per l'approfondimento si rimanda alla norma UNI 9795 2021.

12/12/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Modifiche all'allegato 1 del decreto del Ministro dell'interno del 3 agosto 2015, concernente l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi.

ingranaggio
Con decreto del 24 novembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 dicembre 2021, sono state riportate una serie di correzioni del DM 3/8/2015 s.m.i. (codice della prevenzioni incendi) che ha per oggetto appunto: Modifiche all'allegato 1 del decreto del Ministro dell'interno del 3 agosto 2015, concernente l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi.
Tra le diverse modifiche, oltre a semplici errori ortografici, sono state introdotte anche variazioni importanti, con le quali sono state modificate definizioni, formulazioni e tabelle. Di seguito in rosso si riportano quelle ritenute più significative:
  • Quota del compartimento: dislivello tra il piano del compartimento ed il relativo piano di riferimento. In caso di compartimento multipiano si assume il dislivello maggiore in valore assoluto che determina le soluzioni più gravose. (es. per il piano più elevato di compartimento fuori terra, per il piano più profondo di compartimento interrato).

    Con tale modifica sono stati risolti diversi problemi che il alcuni casi non rendevano applicabile la tabella S.3-6: (Massima superficie lorda dei compartimenti in m2).
  • Luogo sicuro temporaneo:luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d’incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo; tale rischio è riferito ad un incendio in ambiti dell’attività specificati, diversi dal luogo considerato.

  • Uscita finale (o uscita d’emergenza): varco del sistema di esodo al piano di riferimento, che immette all’esterno su luogo sicuro temporaneo verso o luogo sicuro.

  • Alla tabella S.1-8 (Classificazione in gruppi di materiali per impianti) della strategia Reazione al fuoco sono state apportate le seguenti modifiche.

    Descrizione materiali GM1 GM2 GM3
    Ita EU Ita EU Ita EU
    Condotte di ventilazione e riscaldamento 0 A2-sl,d0 1 B-s2,d0 1 B-s3,d0
    Condotte di ventilazione e riscaldamento preisolate [1] 0-1 A2-sl,d0
    B-s2,d0
    0-1 B-s2,d0
    B-s3,d0
    1-1 B-s3,d0
    C-sl,d0
    Raccordi e giunti per condotte di ventila- zione e riscaldamento (L ≤ 1,5 m) 1 B-sl,d0 1 B-s2,d0 1 C-sl,d0
    Canalizzazioni per cavi per energia, controllo e comunicazione [2][4][6] 0 [na] 1 [na] 1 [na]
    Cavi per energia, controllo comunicazione [2][3][6] [na] B2ca-s1a,d0,a1 [na] Cca-s1b,d0,a2 [na] Cca-s3,d1,a3
    [na] Non applicabile.
    [1] Eventuale doppia classificazione italiana riferita a condotta preisolata con componente isolante non esposto direttamente alle fiamme; la prima classe è riferita alla condotta nel suo complesso (nel caso di superfici esterne non combustibili che offrano adeguate garanzie di stabilità e continuità anche nel tempo, la classe attribuita alla condotta nel suo complesso è 0), la seconda classe è riferita al componente isolante. La singola classe europea B-s2,d0 è ammessa solo se il componente isolante non è esposto direttamente alle fiamme per la presenza di uno strato di materiale incombustibile o di classe A1 che lo ricopre su tutte le facce, ivi inclusi i punti di interruzione longitudinali e trasversali della condotta.
    [2] Prestazione di reazione al fuoco richiesta solo quando le canalizzazioni, i cavi elettrici o i cavi di segnale non sono incassati in materiali incombustibili.
    [3] La classificazione aggiuntiva relativa al gocciolamento d0 può essere declassata a d1 in presenza di IRAI di livello di prestazione III oppure qualora la condizione d’uso finale dei cavi sia tale da impedire fisicamente il gocciolamento (es. posa a pavimento, posa in canalizzazioni non forate, posa su controsoffitti non forati, …).
    [4] La classe 0 può essere declassata a 1 in presenza di IRAI di livello di prestazione III.
    [5] la classe 1 non è richiesta per le canalizzazioni che soddisfano le prove di comportamento al fuoco previste dalle norme di prodotto armonizzate secondo la direttiva Bassa tensione (Direttiva 2014/35/UE).
    [6] In sostituzione dei cavi Cca-s3,d1,a3 possono essere installati cavi Eca in presenza di IRAI di livello di prestazione III oppure in caso di posa singola.
    Tabella S.1-8: Classificazione in gruppi di materiali per impianti

  • La tabella S.4-15 (Numero minimo di uscite indipendenti da locale o spazio a cielo libero) è stata modificata come segue:

    Rvita Affollamento dell'ambito servito Numero minimo
    uscite indipendenti
    Qualsiasi > 500 occupanti 3
    B1 [1], B2 [1], B3 [1] > 150 200 occupanti
    Altri casi 2
    Se ammesso corridoio cieco secondo le prescrizioni del paragrafo S.4.8.2. 1
    [1] Ambiti con densità d’affollamento > 0,4 p/m2
    Tabella S.4-15: Numero minimo di uscite indipendenti da locale o spazio a cielo libero

    Per le attività con Rischio vita di riferimento B e con densità d'affollamento > 0,4 (che potrebbero essere locali di pubblico spettacolo) il numero di occupanti dell'ambito servito per la necessità di tre uscite indipendenti è stato portato da 150 a 200.
  • La formula per la determinazione della lunghezza del corridoio cieco omesso, in presenza di due o più tratti consecutivi protetti è stata modificata come segue: Lom = ∑Lom(i)·Li/∑Li ∑Lom(i)

    esempio corridoio cieco omesso
    Questa modifica consente di poter applicare la condizione di corridoio cieco omesso in molte situazioni come ad esempio in un albergo con scala protetta che confluisce nella hall priva di protezione, dalla quale è raggiungibile l'uscita finale con percorso ≤ 15 m.
  • È stata modificata la tabella S.4-27 (Larghezze unitarie per vie d’esodo orizzontali) con l'attribuzione della larghezza unitaria di 6.2 p/mm anche agli ambiti con Rischio Vita B1 e B2 alle condizioni della nota [1].

    Rvita Larghezza unitaria Δcoda Rvita Larghezza unitaria Δcoda
    A1 3,40330 s B1, C1, E1 3,60310 s
    A23,80290 s B2, C2, D1, E24,10270 s
    A34,60240 s B1[1], B2[1], B3, C3, D2, E36,20180 s
    A412,3090 s
    I valori delle larghezze unitarie sono espressi in mm/persona ed assicurano una durata dell’attesa in coda, per gli occupanti che impiegano la specifica via d’esodo, non superiore a ?tcoda.
    [1] Per occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0,7 p/m2.
    Tabella S.4-27: Larghezze unitarie per vie d’esodo orizzontali

  • Analoga modifica è stata apportata alla tabella S.4-28 (Larghezze minime per vie d’esodo orizzontali) per ambiti con densità di affollamento > 0.7 e numero occupanti > 200 prevalentemente in piedi.

    Larghezza Criterio
    ≥ 1200 mm Affollamento dell’ambito servito > 1000 occupanti
    Oppure > 200 occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0,7 p/m2
    ≥ 1000 mm Affollamento dell’ambito servito > 300 occupanti
    ≥ 900 mm Affollamento dell’ambito servito ≤ 300 occupanti
    Larghezza adatta anche a coloro che impiegano ausili per il movimento
    ≥ 800 mm Varchi da ambito servito con affollamento ≤ 50 occupanti
    ≥ 700 mm Varchi da ambito servito con affollamento ≤ 10 occupanti (es. singoli uffici, camere d’albergo, locali di abitazione, appartamenti, …)
    ≥ 600 mm Ambito servito ove vi sia esclusiva presenza di personale specificamente formato, oppure occasionale e di breve durata di un numero limitato di occupanti (es. locali impianti o di servizio, piccoli depositi, …).
    L’affollamento dell’ambito servito corrisponde al totale degli occupanti che impiegano ciascuna delle vie d’esodo che si dipartono da tale ambito.
    Tabella S.4-28: Larghezze minime per vie d’esodo orizzontali

  • La tabella S.4-29 (Larghezze unitarie per vie di esodo verticali) è stata modificata come la tabella S.4-27 con l'attribuzione dei valori maggiori di larghezza unitaria per le vie d'esodo verticali con Rischio Vita B1 e B2 alle condizioni della nota [1].
    RvitaNumero totale dei piani serviti dalla via d'esodo verticaleΔtcode
    12[F]3456789> 9
    A14.003.603.253.002.752.552.402.252.102.00330 s
    B1, C1, E14.253.803.403.102.852.652.452.302.152.05310 s
    A24.554.003.603.253.002.752.552.402.252.10290 s
    B2, C2, D1, E24.904.303.803.453.152.902.652.502.302.15270 s
    A35.504.754.203.753.353.102.852.602.452.30240 s
    B1[1], B2[1], B3, C3, D2, E37.306.405.705.154.704.304.003.703.453.25180 s
    A414.6011.409.357.956.906.105.454.954.504.1590 s
    I valori delle larghezze unitarie sono espressi in mm/persona ed assicurano una durata dell'attesa in coda, per gli occupanti che impiegano la specifica via di esodo, non superiore a Δtcoda.
    I valori delle larghezze unitarie devono essere incrementati per le scale secondo le indicazioni della tabella S.4-30, oppure per le rampe secondo le indicazioni della tabella S.4-31.
    [F] impiegato anche nell'esodo per fasi.
    [1] Per occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0.7 p/m2

    Tabella S.4-29: Larghezze unitarie per vie di esodo verticali

  • Analoga modifica è stata apportata alla tabella S.4-32 (Larghezze minime per vie d’esodo verticali) per le vie d'esodo verticali con densità di affollamento > 0.7 e numero occupanti > 200 prevalentemente in piedi.
    Larghezza Criterio
    ≥ 1200 mm Affollamento dell’ambito servito > 1000 occupanti
    oppure > 200 occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0.7 p/m2
    ≥ 1000 mm Affollamento dell’ambito servito > 300 occupanti
    ≥ 900 mm Affollamento dell’ambito servito ≤ 300 occupanti
    ≥ 600 mm Ambito servito ove vi sia esclusiva presenza di personale specificamente formato, oppure occasionale e di breve durata di un numero limitato di occupanti (es. locali impianti o di servizio, piccoli depositi, …).
    L’affollamento dell’ambito servito corrisponde al totale degli occupanti che impiegano ciascuna delle vie d’esodo che si dipartono da tale ambito.

    Tabella S.4-32: Larghezze minime per vie d’esodo verticali

  • Nelle RTV Uffci (V.4) alla tabella V.4-4: (Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779) sono state apportate le seguenti modifiche:

    Attività Livello di pericolosità Protezione esterna Alimentazione idrica
    OA 1 Non richiesta Singola [3]
    OB 2[2] Si Non richiesta Singola
    OC 3[2] Si[1] Singola superiore
    [1] Non richiesta per attività classificate HA
    [2] Per eventuali aree TK presenti nell'attività classificate HA, è richiesto almeno il livello di pericolosità 1.
    [3] L'alimentazione idrica può essere di tipo promiscuo secondo UNI 10779
    Tabella V.4-4: Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779

    Questa modifica comporta che per un'attività d'ufficio fino ad 800 occupanti (OB) non è richiesta la protezione esterna della rete idrica antincendio.
  • Nelle RTV Autorimessa (V.6) alla tabella V.4-4: (Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779) sono state apportate le seguenti modifiche:

    Tipologia
    autorimessa
    Verso le
    pertinenze
    dell'autorimessa
    Verso compartimenti
    di altre attività
    Vie d'esodo comuni
    con altre attività
    TM1[1]; TM2; TT; TZ In prevalenza
    non aperti al
    pubblico
    In prevalenza
    aperti al
    pubblico
    In prevalenza
    aperti al
    pubblico
    In prevalenza
    non aperti al
    pubblico
    SA, AB, HB [2] Protetta come da paragrafo V.6.5.2 Filtro [3][5] Filtro [4] Filtro [5]
    Altre Come da paragrafo V.6.5.2 Filtro [3] Filtro [4]
    SC Protetta come da Capitolo S.2 Filtro [3] A prova di fumo Non ammessa alcuna comunicazione
    [1] Solo se l’area TM1 è inserita in compartimento distinto;
    [2] In caso di altezza antincendi dell’opera da costruzione di cui fa parte l’autorimessa ≤ 24 m
    [3] Il requisito Sa per le porte non è richiesto.
    [4] Via d’esodo a prova di fumo proveniente dall’autorimessa
    [5] Per autorimesse AA la comunicazione può avvenire mediante porta E30
    Tabella V.6-2: Caratteristiche minime delle comunicazioni tra compartimenti

    Tale modifica era stata già preannunciata con la circolare prot. 17496 del 18/12/2020. Questa comporta che nell'autorimesse private (SA) fino a 5000 m2 (AB), con piani compresi tra le quote -5 m e 12 m (HB) e con altezza antincendio dell'opera da costruzione ≤ 24 m la comunicazione con l'edificio civile può avvenire con porta E 30.
    Altra modifica riguarda la tabella V.6-3 (ivelli di prestazione per controllo incendi)

    Autorimessa Autorimessa
    SA SB SC
    AA AB AC AD AA AB AC AD
    HA II II [1] III [1] IV II III III [1] IV IV
    HB II III III [1] IV II III III [1] IV
    HC; HD IV IV
    [1] Incremento di un livello di prestazione per autorimesse chiuse.
    Tabella V.6-3: Livelli di prestazione per controllo incendi

    Anche questa modifica era stata già preannunciata con la circolare prot. 17496 del 18/12/2020, che prevede l'impianto sprinkler per autorimesse chiuse, pubbliche (SB), con superficie ≤ 10000 m2 (AC) e con piani compresi tra le quote -5 m e 12 m (HB).
  • Nelle RTV Scuola (V.7) alla tabella V.7-4: (Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779) sono state apportate le seguenti modifiche:

    Attività Livello di pericolosità Protezione esterna Alimentazione idrica
    OA,OB, OC 1 Non richiesta Singola [3]
    OD, OE 2 [2] Si [1] Singola superiore
    [1] Non richiesta per HA
    [2] Per eventuali aree TK presenti nell'attività HA è richiesto almeno il livello di pericolosità 1.
    [3] E' ammessa alimentazione idrica di tipo promiscuo.
    Tabella V.7-4: Parametri progettuali per rete idranti secondo UNI 10779 e caratteristiche minime alimentazione idrica UNI EN 12845

    Questa modifica prevede la presenza di una protezione esterna a norma UNI 10779 per attività scolastiche con numero di occupanti > 800 (OD).
  • Oltre le modifiche sopra riportate il decreto include molte correzioni a cui si rimanda per una lettura completa.
    Il decreto entrerà in vigore il 30 giorno dopo la data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 2 dicembre. Pertanto, le modifiche saranno applicabile a partire 1/1/2021.

06/12/2021

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