Prevenzione Incendi De Dona

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PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

codice prevenzione
Con decreto del 10 luglio 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 2020, è stata emanata la regola tecnica per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, inserita nel capitolo V.10 del DM 03/08/2015 s.m.i. Il decreto aggiunge un ulteriore tassello al codice delle prevenzione incendi. Per il completamento del codice della prevezione incendi mancano ancore le seguenti pubblicazioni:
  • DM sui locali di pubblico spettacolo;
  • DM sugli edifici civili;
  • DM sulle strutture sanitarie;
  • DM sugli edifici pregevoli in cui si svolgono attività ricadenti nell'elendo del DPR 151/11;
  • DM riguardante lo stoccaggio dei rifiuti.
Il Decreto 10 luglio 2020 tenendo conto delle caratteristiche specifiche dell'edificio sottoposto a tutela consente:
  • per le aree TA, TC e TO nel caso non sia possibile l'adeguamento ad una determinata classe minima di resistenza al fuoco l'adozione di misure aggiuntive compensative;
  • l'estensione dei compartimenti multipiano fino a 18 m anzichè 15, per tener conto della maggiore altezza dei locali;
  • altezza dei percorsi di esodo non inferiore ad 1,8 m e gradini anche non regolari in zone critiche, in tal caso dovrà essere prevista una illuminazione doppia rispetto a quella prevista dalla norma UNI 1838 e materiali appartenenti al gruppo GM0 e GM1;
  • di raddoppiare l'affollamento massimo complessivo degli ambiti serviti dal corridoio cieco in relazione ai profili di rischio vita B1, B2, B3, a condizione che venga adottato un sistema di Gestione della sicurezza III.
  • Altre misure che tengono conto della tipologia di attività.
E' stato introdotto il "Piano di limitazione dei danni" che contiene misure e procedure per la salvaguardia dell'edificio e dei beni tutelati in esso presenti, da mettere in atto in caso d'incendio.
Nell'attività dovrà essere previsto un livello di prestazione rivelazione allarme incendio IV. Ovvero un impianto di rivelazione allarme incendio esteso all'intera attività.
Il Decreto ministeriale entra in vigore il trentesimo giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 22 luglio 2020, ovvero il 21 agosto 2020.

24/7/2020-15:50


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Approvazione delle norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa (DM 15 maggio 2020 in vigore dal 19/11/2020).

codice prevenzione
Con decreto del 15 maggio 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 maggio 2020, è stata emanata la nuova regola tecnica sulle autorimesse che sostituisce integralmente il Capitolo V.6 del DM 3/8/2015 (Codice della Prevenzione Incendi), avente per oggetto: Approvazione delle norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa.
Viene soppressa la lettera e) dell'articolo 2-bis del DM 3/8/2015, eliminando definitivamente la possibilità del doppio binario per la progettazione delle autorimesse, abrogando quindi il mitico DM 1/2/1986, con il quale sono state progettate e realizzate la maggior parte delle autorimesse esistenti e il DM 22 novembre 2002 recante misure di sicurezza per il parcamento di autovetture alimentate a GPL.
Per gli interventi di modifica delle autorimesse esistenti, valgono gli stessi criteri delle attività RTO, ovvero si applicano le disposizioni previste dall'art. 2, commi 3 e 4 del decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015, come modificato dal decreto del Ministro dell'interno 12 aprile 2019:
"comma 3. Per gli interventi di modifica ovvero di ampliamento alle attività di cui al comma 1, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, le norme tecniche di cui all'art. 1, comma 1, si applicano a condizione che le misure di sicurezza antincendio esistenti, nella parte dell'attività non interessata dall'intervento, siano compatibili con gli interventi da realizzare.
comma 4. Per gli interventi di modifica o di ampliamento delle attività esistenti di cui al comma 1, non rientranti nei casi di cui al comma 3, si continuano ad applicare le specifiche norme tecniche di prevenzione incendi di cui all'art. 5 comma 1-bis e, per quanto non disciplinato dalle stesse, i criteri tecnici di prevenzione incendi di cui all'art. 15, comma 3, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Nei casi previsti dal presente comma, è fatta salva, altresì, la possibilità per il responsabile dell' attività di applicare le disposizioni di cui all'art. 1, comma 1, all'intera attività."

Entrando nel merito delle modifiche apportate all'allegato, si osserva quanto segue:
  • È stata soppressa la nota che rimandava alla regola dell'arte per il dimensionamento geometrico delle corsie di manovra. Quindi è stato sancito definitivamente che la larghezza delle corsie di manovra e delle rampe non rientra tra le misure di prevenzione incendi, eliminando definitivamente la procedura di deroga per corsie e rampe con larghezza inferiore a 3 m;
  • È stata introdotta una nota nel paragrafo delle definizioni, che stabilisce la possibilità di effettuare la classificazione non più per l'intera attività bensì per singolo compartimento. Considerando, quindi, la superficie del singolo compartimento per l'attribuzione della classificazione. Questo consente di ridurre le misure di protezione antincendio nel singolo compartimento;
  • Le aree TM1 possono essere inserite nei compartimenti classificati SA, AB, HB a condizione che abbiano una superficie lorda S ≤ 25 m2 e carico d'incendio qf ≤ 300 MJ/m2. È stato eliminato il termine "complessivamente", chiarendo che il limite di 25 m2 è riferito alla singola area TM1.
  • è stata introdotta l'area TB al posto dell'area TZ ed aggiunta l'area TZ (altri ambiti non ricompresi nei precedenti).
  • Analogamente alle altre RTV è stato inserito il paragrafo obbligatorio relativo alla valutazione del rischio, evidenziato che tutti i riferimenti della RTO con quota -5 m devono essere letti per l'autorimessa quota -6 m, qualora i piani di parcamento siano limitati a 2;
  • Non è più necessaria la valutazione del rischio esplosione. Infatti è stato eliminato il paragrafo presente nella precedente versione;
  • È stata introdotta una tabella per consentire le comunicazioni dell'autorimessa verso le pertinenze dell'autorimessa e verso i compartimenti e le vie di esodo di altre attività;
  • è stata modificata la tabella per l'attribuzione dei livelli di prestazione controllo incendio;
  • Il paragrafo relativo alla strategia controllo fumi e calore è stato completamente modificato eliminando la formula presente nella precedente versione, introducendo un nuova formula per la determinazione del raggio Roffset, che per altezze medie del compartimento > 3,5 m risulta maggiore di 30 mt.
Il decreto entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avvenuta il 23 maggio 2020 è precisamente il 19/11/2020.

25/5/2020-22:36


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Aggiornamento sezione V del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 s.m.i.)

ingranaggio
Dopo l'aggiornamento della RTO del codice della prevenzione incendi è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 6 marzo 2020 il DM 14 febbraio 2020, che ha per oggetto: Aggiornamento della sezione V dell'allegato 1 al decreto 3 agosto 2015, concernente l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi. Inoltre, sulla gazzetta ufficiale del 14 aprile 2020 è stato pubblicato il DM 6 aprile 2020 che ha per oggetto: Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli asili nido, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e modifiche alla sezione V dell'allegato 1 al decreto del Ministro dell'interno del 3 agosto 2015.
Il Decreto del 14 febbraio 2020 ha allineato la terminologia delle RTV a quella adottata nel DM 18/10/2020 ed ha introdotto in tutte le regole tecniche verticali il paragrafo Valutazione del rischio di incendio, che impone anche per le RTV la valutazione del rischio incendio secondo le modalità fissate dal capitolo G.2. Il punto G.2.6.1 (Valutazione del rischio d’incendio per l’attività) al comma 3 riporta il seguente testo: "Qualora siano disponibili pertinenti regole tecniche verticali, la valutazione del rischio d’incendio da parte del progettista è limitata agli aspetti peculiari della specifica attività trattata.".
Il DM 6 aprile 2020 ha introdotto la nuova RTV degli asili nido, aggiungendo un'altro tassello all'elenco delle specifiche attività ed ha corretto dei refusi rilevati nel DM 14 febbraio 2020.
Per il completamento del codice della prevenzione incendi mancano ancore le seguenti modifiche:
  • Aggiornamento della RTV delle autorimesse;
  • Pubblicazione del DM dei locali di pubblico spettacolo;
  • Pubblicazione del DM degli edifici civili;
  • Pubblicazione del DM delle strutture sanitarie;
  • Pubblicazione del DM degli edifici pregevoli contenenti Musei e biblioteche;
  • Pubblicazione del DM degli edifici pregevoli in cui si svolgono attività ricadenti nell'elenco del DPR 151/11;
  • Pubblicazione del DM riguardante lo stoccaggio dei rifiuti.
Il DM 14 febbraio 2020 è entrato in vigore il 5 aprile 2020 (30 giorno dopo la pubblicazione sulla G.U. avvenuta il 6 marzo 2020), mentre il DM 6 aprile 2020 entrerà in vigore il 29 aprile 2020 (15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U. avvenuta il 14 aprile 2020).

19/4/2020-11:15


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Decreto ministeriale 8 novembre 2019: Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio degli impianti per la produzione di calore alimentati da combustibili gassosi.

Centrale termica
Il DM 12 aprile 1996 s.m.i. è stato abrogato dal DM 8 novembre 2019, pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 273 del 21 novembre 2019 avente per oggetto: "Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la realizzazione e l'esercizio degli impianti per la produzione di calore alimentati da combustibili gassosi". Il decreto è una rivisitazione molto più dettagliata del precedente decreto, strutturato in otto sezioni (1. Termini e definizioni, 2. Disposizioni comuni, 3. Apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore, 4. Generatori di aria calda a scambio diretto, 5. Nastri radianti e moduli a tubi radianti, 6. Impianti per la cottura del pane e di altri prodotti simili (forni) ed altri laboratori artigiani, per il lavaggio biancheria e per la sterilizzazione, 7. Impianti per la cottura di alimenti (cucine) e lavaggio stoviglie, anche nell'ambito dell'ospitalità professionale, di comunità e ambiti similari, 8. Apparecchi di riscaldamento di tipo "A" realizzati con diffusori radianti ad incandescenza).
In alcune situazioni per l'installazione di moduli a tubi e nastri radianti e per i generatori di aria calda è richiesta la valutazione del rischio incendio in presenza di aree a rischio di esplosione. E' stata prevista inoltre, anche come misura compensativa del rischio, l'installazione dell'impianto di rilevazione fuga gas.
Nel decreto viene richiamato frequentemente il termine "parete esterna" definito nel seguente modo: parete confinante con spazio scoperto o strada pubblica scoperta o strada privata scoperta o, nel caso di locali interrati, con intercapedine antincendi ad uso esclusivo di sezione orizzontale netta non inferiore a quella richiesta per l'aerazione e larga non meno di 0,6 m ed attestata superiormente su spazio scoperto o strada scoperta (pubblica o privata).
La comunicazioni con altre attività è prevista, in relazione al rischio, mediante un disimpegno realizzabile con tre possibili soluzioni:
  1. disimpegno di tipo 1: locale con strutture/elementi separanti di caratteristiche minime REI/EI 30 con porte EI 30;
  2. disimpegno di tipo 2: locale con strutture/elementi separanti di caratteristiche minime REI/EI 60 con porte EI 60;
  3. disimpegno di tipo 3: disimpegno di tipo 2 con le seguenti ulteriori caratteristiche:
    • superficie in pianta netta minima pari a 2 m2;
    • aperture di aerazione permanenti di superficie complessiva non inferiore a 0,5 m2 realizzate su parete esterna. In alternativa, per apparecchi alimentati con gas a densità non superiore a 0,8, è consentito l'utilizzo di un condotto di aerazione di sezione non inferiore a 0,1 m2;
    • qualora i locali fossero interrati, il condotto di aerazione deve sfociare all'esterno a filo del piano di riferimento, anche senza il requisito di attestazione per il disimpegno.
Ad esempio una comunicazione di tipo 3 è prevista dall'interno dell'attività verso il locale in cui è installato l'impianto con potenzialità > 116 kw nel caso di:
  • apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la produzione centralizzata di acqua calda, acqua surriscaldata e/o vapore installati in apposito locale inserito nella volumetria del fabbricato servito;
  • generatori di aria calda a scambio diretto installato in apposito locale inserito nella volumetria del fabbricato servito.
Per gli impianti di cottura di alimenti (cucine) e lavaggio stoviglie, anche nell'ambito dell'ospitalità professionale, di comunità e ambiti similari installati in apposito locale inserito nella volumetria del fabbricato servito è richiesto il disimpegno di tipo 3:
  • con i locali di pubblico spettacolo, con aperture comandate solo per gas con densità non superiore a 0,8;
  • con caserme, locali di pubblico spettacolo, locali soggetti ad affollamento superiore a 0,4 persone/m2, attività comprese nei punti 41, 58, 66, 67, 68, 69, 71, 72, 73 (ad uso terziario), 75, 77 cat. C (per altezza antincendio oltre 54 m) e 78 dell'allegato I al decreto del Presidente della Repubblica lo agosto 2011, n. 151, per gas con densità maggiore di 0,8.
Altra modifica interessante riguarda il calcolo della superificie di aerazione con la formula:
S ≥ k • z • Q
dove:
Q portata termica totale espressa in kW;
k parametro dipendente dalla posizione della centrale termica rispetto al piano di riferimento ricavabile dalla tabella.
z parametro che tiene in considerazione la presenza di un impianto di rivelazione gas che comanda una elettrovalvola automatica a riarmo manuale all'esterno del locale e dispositivi di segnalazione ottici e acustici, modulato in funzione della posizione della centrale termica rispetto al piano di riferimento. Il valore è ricavabile dalla tabella.
Ad esempio per apparecchi per la climatizzazione di edifici ed ambienti, per la produzione centralizzata di acquacalda, acqua surriscaldata e/o vapore Installazione in apposito locale inserito nella volumetria del fabbricato servito i valori di k e z sono ricavabili dalla seguente tabella:
Ubicazione del locale k z
Standard In presenza di impianto di rivelazione gas che comanda un'elettrovalvola automatica a riarmo manuale, posta all'esterno del locale, e dispositivi di segnalazione ottici e acustici
Locali fuori terra 0,0010 1,0 0,8
Locali seminterrati o interrati di tipo A 0,0015 1,0 0,9
Locali interrati di tipo B 0,0020 1,0 1.0
Pur restando invariati i principi genarali di sicurezza applicabili ad ogni tipo d'impianto indicati nelle sezioni sopra riportate, si rimanda alla lettura del decreto per i relativi approfondimenti.
Il decreto entra in vigore il 21 dicembre 2019.

5/12/2019-19:34


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Modifiche allegati al codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015)

ingranaggio
Dopo il dm 12 aprile 2019 con il quale sono state apportate modifiche procedurali e l'inserimento di nuove attività del DPR 151/11 nel campo di applicazione del Codice della prevenzione incendi, è stato pubblicato il DM 18/10/2019, nei supplementi ordinari della gazzetta ufficiale del 31 ottobre 2019 avente per oggetto: "Modifiche all'allegato 1 al decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015, recante «Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139»"
Dalla lettura del documento emergono importanti modifiche rispetto all'originaria versione. Si evidenzia subito la riscrittura del Rischio Ambientale, che può assumere per particolari ambiti o per l'intera attività un valore significativo, supportato da una valutazione del rischio incendio. Tra le attivià in cui tale rischio può ritenersi significativo possono ricadere gli stabilimenti e depositi di trattamento rifiuti compresi nel campo di applicazione del D.Lvo 152/06. Un rischio ambiente significativo comporta livelli di prestazione più elevati per alcune strategie antincendio e quindi misure di protezione antincendio e gestionali più prestanti.
Anche il Rischio Beni è stato rivisto e potrà essere attribuito all'intera attività o agli ambiti, diversamente da quanto era previsto precedentemente unico per l'intera attività. Quindi, così come il Rischio Ambiente, il Rischio Beni potrà assumere differenti valori in relazione alle caratteristiche dell'ambito (vincolato e strategico).
Si osserva che il concetto di ambito, seppur già presente nella precedente versione, ha trovato ampia diffusione nel nuovo documento, tanto che nel capitolo Termini e Definizioni al paragrafo G.1.7 (Geometria) gli è stata data una propria definizione: porzione delimitata dell’attività avente la caratteristica o la qualità descritta nella specifica misura. L’ambito, quindi, può riferirsi all’intera attività o a parte di essa (piano, compartimento, opera da costruzione, area a rischio specifico, area all’aperto, area sotto tettoia, …).
Altra modifica importante riguarda l'introduzione del cosiddetto "corridoio cieco omesso", misura introdotta per risolvere casi reali che non trovavano soluzione con la precedente versione, ad esempio per attività ricettive realizzate su più piani e servite da una sola scala. La definizione precedente di corridoio cieco prescindeva dalla presenza o meno di una scala protetta o a prova di fumo, per cui si riscontravano nel caso di una sola scala lunghezze di corridoio cieco oltre i limiti massimi consentiti dalla norma. La modifica apportata, invece, considera la lunghezza del corridoio cieco fino ad una zona di protezione (filtro, filtro ed a prova di fumo, scala esterna o combinazione delle stesse), risolvendo la problematica in argomento.
Sono stata introdotte le attività in aree all'aperto. Tali attività prevedono misure differenti rispetto a quelle al chiuso, in particolare per la strategia esodo sono previste misure meno restrittive, in quanto il fumo prodotto in caso d'incendio non rimane in ambiente confinato. Tale modifica può trovare applicazione, al momento, per i depositi all'aperto soggetti al controllo. Successivamente verrà applicata, con l'emanazione della regola tecnica verticale, anche alle manifestazioni di pubblico spettacolo all'aperto.
È stata modificata la tabella per la realizzazione dei compartimenti multipiano, estendendo i casi possibili. Ad esempio, potranno essere previsti compartimenti multipiani anche per attività industriali con rischio vita A3.
Sono stati introdotti vincoli più restrittivi per i piani interrati posti a quota inferiore a -1, imponendo in alcuni casi la presenza di almeno due uscite poste in posizione contrapposta.
Sono stati introdotti i sistemi di ventilazione orizzontale SVOF definito nel seguente modo: sistema o impianto destinato ad assicurare, in caso di incendio, lo smaltimento meccanico controllato dei fumi e dei gas caldi. Questo impianto consentirà di eliminare per sempre tutte le procedure di deroga per carenza di superficie di aerazione, problematica spesso riscontrata nelle autorimesse.
Le modifiche apportate all'allegato 1 del DM 3/8/2015, in particolare quelle sopra indicate, hanno consentito di realizzare un strumento di progettazione antincendi sempre più robusto e applicabile non solo alle attività soggette al controllo ma a qualsiasi attività, deposito ecc, sia essa luogo di lavoro o meno, laddove si intenda verificare e progettare le misure di sicurezza antincendio.
Il DM 18/10/2019 entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avvenuta il 31/10/2019.

1/11/2019-20:50

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