Prevenzione Incendi De Dona

Notizie di primo piano


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Decreto Ministeriale 15 settembre 2022 - Modifiche al decreto 1° settembre 2021, recante: «Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81».

controllo estintori
Con decreto del 15 settembre 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 settembre 2022, è stato modificato il DM 1 settembre 2021, quest'ultimo entrato in vigore il 25/09/2022. il suddetto decreto (noto come decreto controlli) ha per oggetto: Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Il DM 15/09/2022 ha apportato le seguenti modifiche:
  • È stato aggiunto all'art.6 del DM 1/09/2022 il comma 1-bis che ha prorogato la qualificazione dei tecnici manutentori (all'art. 4 DM 1/09/2021) al 25 settembre 2023.
  • È stato sostituito il prospetto 3.8.1 relativo ai «Contenuti minimi e durata dei corsi di formazione teorico pratica per il tecnico manutentore qualificato. Sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore (SENFC)»
  • È stato sostituito il prospetto 3.8.2 recante «Contenuti minimi e durata dei corsi di formazione teorico pratica per il tecnico manutentore qualificato. Sistemi di evacuazione forzata di fumo e calore (SEFFC) e sistemi di ventilazione orizzontale del fumo e del calore (SVOF)».
  • È stato aggiunto il Prospetto 3.14 recante «Contenuti minimi e durata dei corsi di formazione teorico praticaper il tecnico manutentore qualificato. Sistemi a polvere», contenuto nell'allegato B.
Sono state apportate altre modifiche al testo del DM 1/9/2021. Per gli approfondimenti si rimanda alla lettura del DM allegato.
Il DM è entrato in vigore il 25/09/2022.

28/09/2022


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 25 agosto 2022 - Prescrizioni per l'attuazione, con scadenze differenziate, delle vigenti normative in materia di prevenzione degli incendi per i locali e le strutture delle universita' e delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica.

università
Con Decreto Ministeriale del 25 agosto 2022 (DM), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 settembre 2022, sono state definte le prescrizione da attuare, con scadenza differenziata, delle normative di prevenzioni incendi previste per le strutture universitarie e delle istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica.
L'deguamento differenziato può essere realizzato applicando le misure di sicurezza previste dal DM 26/08/1992 ed in alternativa quelle del DM 3/8/2015 s.m.i. così come modicato dal DM 7/7/2017 (approvazone si norme tecniche sulle attività scolastiche, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139), con l'introduzione della RTV (V.7 - Scuole).
Al comma 1 dell'art. 1 del DM viene stabilito che i responsabili dell'attività devono presentare presso il Comando Vigili del Fuoco competente per territorio entro il:
  • 31 dicembre 2023, la valutazione del progetto di cui all'art. 3 del DPR 151/11, relativo al completo adeguamento dell'intera attività;
  • 30 giugno 2024, la segnalazione certificata di inizio attività di cui all'art. 4 del DPR 151/11, attestante l'attuazione almeno delle disposizioni previste ai seguenti punti del decreto del Ministro dell'interno del 26 agosto 1992:
    • 7.0 (generalità);
    • 7.1, limitatamente al secondo comma, lettere a) e b) (illuminazione di sicurezza e impianto di diffusione sonora e/o impianto di allarme);
    • 8(sistemi di allarme);
    • 9.2 (estintori);
    • 10 (segnaletica di sicurezza);
    • 12 (norme di esercizio).
  • 31 dicembre 2024, devono essere attuate tutte le disposizioni previste ai restanti punti del decreto del Ministro dell'interno del 26 agosto 1992. Entro lo stesso termine, deve essere presentata la segnalazione certificata di inizio attività di cui all'art. 4 del decreto del DPR 151/11.
Al comma 2 dell'art. 1 si riporta che le attività di adeguamento dell'attività possono essere effettuate, in alternativa, con l'osservanza delle norme tecniche di cui al decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015 così come integrato dal decreto del Ministro dell'interno 7 agosto 2017 (Codice della Prevenzione Incendi). In tal caso, le attività di adeguamento potranno essere articolate secondo le modalità attuative che tengano conto delle indicazioni di cui al comma 1.
Nel caso di applicazione del Codice della prevenzione incendi, resta fermo l'obbligo da parte del responsabile dell'attività di presentare al competente Comando dei vigili del fuoco entro il:
  • 30 giugno 2024, la segnalazione certificata di inizio attività di cui all'art. 4 del DPR 151/11, attestante l'attuazione almeno delle misure relative a:
    • S.10.4 (soluzioni progettuali);
    • S.10.6.1 (impianti per la produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell'energia elettrica);
    • S.4.5.9 (segnaletica d'esodo ed orientamento);
    • livello di prestazione II di S.6 (misura di controllo dell'incendio);
    • S.5 (misure di gestione della sicurezza antincendio) e V.7.4.4 (gestione della sicurezza antincendio), segnaletica di sicurezza ove prevista;
    • livello di prestazione II di S.7 (misura di rilevazione ed allarme), ove previsto.

Al Comma 1 dell'art. 2 del DM viene precistato che i responsabili delle attività, nelle more del completamento dei lavori di adeguamento alle pertinenti normative di prevenzione incendi, dovranno individuare idonee misure gestionali di mitigazione e compensazione del rischio aggiuntivo conseguente alla non completa osservanza delle disposizioni di prevenzione incendi.
Al comma 3 dell'art. 2 sono individuate misure gestionali a puro titolo indicativo che potrebbero essere attuate, di cui se ne riportano alcune, rimandando nel dettaglio all'elenco riporato nel decreto:
  • limitare il carico di incendio entro valori compatibili con le effettive caratteristiche di resistenza al fuoco delle strutture;
  • eliminare i materiali con caratteristiche di reazione al fuoco inferiori a quelle previste;
  • potenziare il numero di lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione del piano di emergenza coerentemente alla valutazione del rischio connessa al mancato adeguamento antincendio dell'attività;
  • integrare il piano di emergenza con le misure specifiche in caso di presenza di cantieri all'interno delle attività
Il decreto entra in vigore il 9/9/2022, il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

08/09/2022


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 26 luglio 2022 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti.

trattamento rifiuti
Con Decreto Ministeriale del 26 luglio 2022 (DM), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 11 agosto 2022, è stata emanata la regola tecnica verticale per gli stabilimenti ed impianti di stoccaggio e trattamento rifiuti. In particolare la regola tecnica si applica a:
  • stabilimenti e impianti che effettuano stoccaggio dei rifiuti in via esclusiva o a servizio degli impianti di trattamento di rifiuti, esclusi i rifiuti inerti e radioattivi, nonché ai centri di raccolta di rifiuti di superficie superiore a 3000 m2.
Si osserva che il DM non modifica il codice della prevenzione incendi, pertanto non introduce nessuna nuova RTV all'interno del DM 3/8/2015, ma richiama all'interno di esso l'applicazione delle strategie previste dal codice, come dettagliato nell'art. 3. Tale scelta, probabilmente provvisoria, è legata all'assenza dell'attività di stoccaggio e trattamento rifiuti tra quelle elencate nell'allegato I del DPR 151/11, situazione che verrà sanata con la modifica dell'allegato I del DPR 151/11, come previsto nella proposta di revisione (Proposta di revisione dell'allegato I del DPR 151/11 ).
L'articolo 3 del DM (Modalità applicative e coordinamento con il decreto del Ministero dell'interno 3 agosto 2015) stabilisce che per le attività in questione deve essere applicato il codice della prevenzione incendi e non le regole tecniche tradizionali. Il DM ricalca quanto già previsto nel DM 3/8/2015, cioè in caso di modifiche ovvero ampliamenti devono essere applicate le norme tecniche dell'allegato 1 al DM qualora le parti dell'attività non interessate dall'intervento siano compatibili con gli interventi da realizzare, in caso contrario si possono continuare ad applicare le pertinenti norme tecniche di prevenzione incendi o i criteri di prevenzione incendi.
L'articolo 5 del DM (Disposizioni transitorie e finali), stabilisce che le attività esistenti non ancora in possesso dell'autorizzazione ai fini antincendio (art. 4, 5 e 7 del DPR 151/11) debbano adeguarsi all'allegato 1 al DM entro 5 anni dalla data di entra in vigore del decreto (9/11/2027).

Entrando nel merito della regola tecnica, si osserva che risulta struttura come le altre RVT del codice della prevenzione incendi. In particolare, al punto 5 dell'allegato 1 al DM viene precisato che devono essere applicate tutte le misure antincendio della regola tecnica orizzontale (RTO) del DM 3/8/2015 e le misure complementari o sostitutive riportate nelle strategie dell'allegato 1 al DM.
Come per tutte le RTV del codice, il primo passaggio da effettuare è la classificazione dell'attività, nel caso in questione in relazione alla superficie lorda (somma della superficie lorda di tutte le aree che compongono l'attività):
  • AA: A ≤ 5000 m2;
  • AB: 5000 m2 < A ≤ 10000 m2;
  • AC: A > 10000 m2
e in relazione alla tipologia delle aree:
  • TSC: aree di stoccaggio di rifiuto al chiuso, interne alle opere da costruzione;
  • TSA: aree di stoccaggio di rifiuto all'aperto;
  • TSP: aree di stoccaggio di rifiuto a parete;
  • TSB: aree di stoccaggio di rifiuto in baia o bunker;
  • TK: aree a rischio specifico, in cui si svolgono una o più operazioni di smaltimento o di recupero dei rifiuti indicate nell'allegato B e C del D.lvo 3 aprile 2006, n. 152 ecc.
  • TZ: altre aree.

Dopo l'importante paragrafo relativo alla valutazione del rischio, identico a tutte le RTV del codice, vengono trattate le strategie complementari o sostitutive della RTO.
Un ampio paragrafo viene dedicato alla Strategia Compartimentazione dove si prescrive che:
  • la superficie massima dei compartimenti di stoccaggio al chiuso deve essere ≤ 32000 m2;
  • le aree di stoccaggio di rifiuti pericolosi (esplosivi, comburenti e perossidi, liquidi infiammabili, solidi infiammabili o soggetti ad accensione spontanea, che reagiscono a contatto con l'acqua sviluppando gas infiammabili) devono essere inseriti in compartimenti distinti;
  • gli stoccaggi all'aperto devono essere organizzati in modo da garantire il livello II di prestazione per la compartimentazione.
Riguardo quest'ultimo punto l'allegato 1 al DM propone oltre alla determinazione della distanza di separazione in soluzione conforme (capitolo S.3. del DM 3/8/2015) con il metodo tabellare e analitico imponendo un Esoglia al bersaglio pari a 12,6 kW/m2 anche altre modalità che stabiliscono la distanza di separazione mediante delle tabelle in funzione della lunghezza del cumulo ed il rischio vita dell'area di stoccaggio rifiuti, come riportato di seguito (esempio di tabella):

Lunghezza dell'accumulo (m)Distanza di separazione tra stocacggi (m)
Rifiuti scioltiRifiuti imballati
559
10713
15915
201017
301120
501223

Tabella 1: Distanze di separazione tra stoccaggi per il livello di prestazione II in caso di Rvita pari ad A1 ed A2

Con entrambi le procedure la distanza di separazione può essere ridotta del 30% se lo stoccaggio di rifiuti avviene all'interno di cassoni metallici di capacità ≥ 33 m3. Mentre nel caso di capacità geometrica del cassone metallico ≤ 33 m3 si considera soluzione conforme l'interposizione di una distanza di separazione tra gli stoccaggi ≥ 2 m e dalle opere da costruzione e confini di proprietà una distanza di separazione ≥ 4 m. Tale ultima distanza può essere dimezzata in caso di cassone chiuso superiormente.

Atro ampio paragrafo è dedicato alla strategia Gestione della sicurezza antincendio, dove viene attribuito il livello di prestazione (Capitolo S.5) in funzione della classificazione dell'attività (AA→I, AB→II, AC→III). Oltre all'applicazione delle misure previste dal capitolo S.5. sono prescritte altre misure importanti per i tipo di attività, di cui se ne riportano alcune:
  • obbligo di presenza della squadra addetta all'emergenza durante l'orario di esercizio dell'attività e reperibilità h24 del coordinatore del servizio antincendio;
  • addetti all'antincendio provvisti di corso di formazione per rischio d'incendio elevato e attestato di idoneità tecnica;
  • presenza di cartellonistica riportante il lay-out dell'impianto installata almeno all'ingresso principale dell'attività, delle aree di stoccaggio all'aperto e di ogni opera da costruzione al chiuso;
  • Altre indicazioni che riguardano la stabilità dei cumuli (inclinazione, altezza ecc.), le caratteristiche delle aree TSP (stoccaggio a parete) e TSB (stoccaggio in bunker) ecc.
Le strategie Controllo dell'incendio e Rivelazione allarme prevedono l'attribuzione del livello di prestazione in funzione del carico d'incendio specifico qf dell'area di stoccaggio:
  • per la strategia controllo incendio ad esempio per l'area TSC (stoccaggio al chiuso): (qf ≤ 600 MJ/2 → II, 600 < qf ≤ 1200 MJ/2 → III, qf > 1200 → IV).
    E' sempre prevista un'alimentazione di tipo singola superiore sia per impianti al chiuso che all'aperto.

Altra strategia importante riguarda la Sicurezza degli impianti tecnologici. Rispetto alle altre regole tecniche vengono introdotte misure antintrusione (security, recinzioni, controllo accessi, videosorveglianza, ...) e sistemi di rilevazione della temperatura.
I sistemi antintrusione sono previsti in funzione della classificazione dell'attività in base alla superficie lorda:
  • tipologia 1: dotati di recinzione in muratura continua o inferriata di altezza ≥ 2 m; (attività classificata AA);
  • tipologia 2: dotati di recinzione in muratura continua o inferriata di altezza ≥ 2 m, con sistema di videosorveglianza collegato al personale reperibile (attività classificata AB);
  • tipologia 3: dotati di recinzione in muratura continua o inferriata di altezza ≥ 2 m, con sistema di videosorveglianza e controllo accessi collegato al personale reperibile (attività classificata AC);
Mentre per quanto riguarda i sistemi di rilevazione delle temperature sono previsti in funzione del carico d'incendio qf specifico e dell'area di stoccaggio, ad esempio per aree di stoccaggio al chiuso TSC:
  • tipologia 1: di tipo manuale (es. termocamere, ...) → qf ≤ 1200;
  • tipologia 2: in continuo e di tipo automatico con funzione di allarme collegata al personale reperibile o manuale se l'impianto è presidiato nei diversi ambiti h24 per 365 giorni l'anno → qf > 1200;
Il Decreto entra in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale avvenuta il 11 agosto 2022, ovvero il 9/11/2022.

14/08/2022


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 19 maggio 2022 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici di civile abitazione, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

chiusura d'ambito
Con decreto del 19 maggio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 30 maggio 2022, è stata emanata la regola tecnica verticale (RTV) per gli edifici di civile abitazione che va a modificare il DM 3/8/2015 smi, inserendo il capitolo V.14 (Edifici di civile abitazione).
Per il completamento del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 smi) mancano ancora le seguenti pubblicazioni di RTV, già presenti in bozza: L'attività ricade nel punto 77 del DPR 151/11, in particolare viene individuata dal DM 7/8/2012 con le seguenti categorie:
N. Descrizione Categoria A Categoria B Categoria C
77 Edifici destinati ad uso civile con altezza antincendio superiore a 24 m fino a 32 m oltre 32 m e fino a 54 m oltre 54 m

Il punto V.14.1 dell'allegato al Decreto (Campo di applicazione) precisa che la RTV si applica ad edifici destinati prevalentemente a civile abitazione di altezza antincendio > 24 m, in cui possono essere presenti attività artigiane, commerciali, magazzini, attività professionali, uffici, ecc.
Come per le atre RTV del codice della prevenzione incendi viene effettuata la classificazione dell'attività, nel caso in questione esclusivamente in base alla quota h dei piani:
  • HC: h ≤ 32 m;
  • HD: h ≤ 54 m;
  • HE: h ≤ 80 m;
  • HF: h > 80 m.
Effettuata la classificazione si procede all'individuazione delle aree dell'attività:
  • TA: unità abitative o ad uso esclusivo (es. appartamenti, …);
  • TB: unità destinate a piccole attività di tipo civile (es. attività artigiane o commerciali, magazzini, attività professionali, uffici, …);
  • TC: spazi comuni (es. scale e corridoi condominiali, atri, androni, terrazzi condominiali, rampe e passaggi in genere, sale riunioni con basso affollamento, ...);
  • TM1: depositi o archivi di superficie lorda ≤ 25 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 1200 MJ/m2, oppure di superficie lorda ≤ 100 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
  • TM2: depositi o archivi di superficie lorda ≤ 400 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 1200 MJ/m2, oppure di superficie lorda ≤ 1000 m2 con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
  • TO: locali con affollamento > 100 occupanti (es. locali ad uso collettivo, sale conferenze, sale riunioni, …);
  • TT: locali tecnici rilevanti ai fini della sicurezza antincendio;
  • TZ: altre aree;
Devono essere applicate le indicazioni complementari o sostitutive delle soluzioni conformi delle strategie previste dai corrispondenti livelli di prestazione della RTO, ad esclusione della strategia S.8 (Controllo fumi e calore).
Per la strategia S.1 Reazione al fuoco non sono richiesti requisiti minimi per le aree destinate ad unità abitative TA mentre nelle vie di esodo sono previsti materiali del gruppo GM2 e per edifici classificati HE e HF materiali del gruppo GM1. Sono ammessi materiali del gruppo GM3, ad esclusione degli edifici HE e HF, in caso di incremento di una unità del livello di prestazione minimo di rilevazione ed allarme.
La strategia S.2 Resistenza al fuoco richiede valori minimi di resistenza al fuoco delle strutture pari ad R/REI 60 ad eccezione degli edifici di civile abitazione classificati HF dove si richiede un valore R/REI 90.
La strategia S.3 Compartimentazione prescrive che le aree TA, TB, TC e TM1 possano stare all'interno dello stesso compartimento e separate dalle aree TM2, TO e TT che devono essere inserite in compartimenti distinti. Sono ammessi compartimenti multipiano da quota > -5 a quota ≤ 12 m ed anche da quota > di 12 m e ≤ 32 m, a condizione che il dislivello sia ≤ 7 m.
Per la strategia S.4 Esodo l'affollamento massimo di ciascun locale può essere demandato anche ad altre legislazioni e regolamenti inerenti i requisiti igienici sanitari. Vengono prescritte due vie di esodo alternative per i piani posti a quota <-5 m e > 32 m. Viene aggiunto a quanto già previsto dalla strategia S.4 RTO la possibilità di considerare per il corridoio cieco omesso una lunghezza massima Lom non superiore a 135 m con caratteristiche di filtro continuativa e finale (scala di tipo protetta che conduce all'esterno).
La strategia S.5 Gestione della sicurezza antincendio viene completamente sostituita da una serie di misure che il responsabile dell'attività (amministratore del condominio) deve adottare. Le misure gestionali sono incrementate in relazione alla classificazione dell'edificio. Per gli edifici classificati HE ed HF il responsabile dell'attività ha l'obbligo di nominare uno o più coordinatori dell'emergenza. Sono previste misure di prevenzione e pianificazione dell'emergenza considerando anche i casi di attività con promiscuità strutturali, impiantistiche e delle vie di esodo.
Per quanto riguarda la strategia S.6 Controllo dell'incendio è prevista la rete idrica antincendio a partire dagli edifici classificati HD (h > 32 m).
Per la strategia S.6 Rivelazione ed allarme sono previsti rivelatori autonomi con avvisatori acustici per le aree TA, solo per gli edifici classificati HE ed HF.
E' previsto il livello di prestazione IV operatività antincendio per gli edifici classificati HE ed HF.
Il decreto entrerà in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avvenuta 30 maggio 2022 ovvero il 29/06/2022.

31/05/2022


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 30 marzo 2022 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per le chiusure d'ambito degli edifici civili, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

chiusura d'ambito
Con decreto del 30 marzo 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'8 aprile 2022, è stata emanata la regola tecnica verticale (RTV) per le chiusure d'ambito degli edifici civili che va a modificare il DM 3/8/2015 smi, inserendo il capitolo V.13 (Chiusure d'ambito degli edifici civili).
Per il completamento del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 smi) mancano ancora le seguenti pubblicazioni di RTV, già presenti in bozza: La RTV V.13 è composta dai 6 paragrafi, di seguito indicati:
  • V.13.1 Campo si apllicazione
  • V.13.2 Definizioni
  • V.13.3 Classificazioni
  • V.13.4 Strategie antincendio
  • V.13.5 Realizzazione di fasce di separazione
  • V.13.6 Verifica dei requisiti di resistenza al fuoco.
Nel pargrafo V.13.1 (Campo di applicazione) è precisato che la RTV si applica agli edifici civili (strutture sanitarie, scolastiche, alberghiere, commerciali, uffici, residenziali ecc) e costituisce un utile riferimento per le altre opere da costruzione (edifici idustriali ecc). Si tratta, quindi, di una RTV che si applica a tutte le attività, simile alle iniziali RTV (V.1, V.2, V.3). La RTV V.13 si prefigge i seguenti obiettivi di sicurezza:
  • limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all'interno dell'edificio, attraverso le sue chiusure d'ambito;
  • limitare la probabilità di propagazione di un incendio originato all'esterno dell'edificio, attraverso le sue chiusure d'mbito;
  • evitare o limitare la caduta di parti della chiusura d'ambito dell'edificio (es. frammenti di facciata disgregate o incendiate) che possano in caso d'incendio ostacolare l'esodo degli occupanti e l'operatività delle squadre di soccorso.
Le chiusure d'ambito in base alle caratteristiche dell'edificio, in cui è inserita l'attività ricadente nel campo di applicazione del DM 3/8/2015, sono classificate in:
  • SA: chiusure d'ambito di:
    • edifici aventi le quote di tutti i piani comprese tra -1 m < h ≤ 12, affollamento complessivo ≤ 300 occupanti e che non includano compartimenti con Rvita pari a D1, D2;
    • edifici fuori terra, ad un sol piano;
  • SB: chiusure d'ambito di edifici aventi quote di tutti i piani ad h ≤ 24 m e che non includano compartimenti con Rvita pari a D1, D2;
  • SC: chiusure d'ambito di altri edifici.
V.13.4 Strategie antincendio
La RTV stabilisce misure di sicurezza per le strategie Reazione al fuoco, Resistenza al fuoco, compartimentazione e Sicurezza degli impianti tecnologici di servizio.

I requisiti di Reazione al fuoco sono previsti per le chiusure d'ambito delle facciate e delle coperture di edifici classificati SB (GM2) ed SC (GM1), mentre per gli edifici classificati SA non è richiesto il requisito della reazione al fuoco per le chiusure d'ambito ma è consigliato l'utilizzo di materiali almeno del gruppo GM3. In particolare, dovranno essere classificati ai fini della reazione al fuoco i seguenti componenti delle chiusure d'ambito:
  • Isolanti termici (cappotti non in kit, ...);
  • sistemi di isolamento esterno in kit (es. ETICS, cappotti in kit, ...)
  • guarnizioni, sigillanti e materiali di tenuta, qualora occupino complessivamente una superficie > 10% dell'intera superficie lorda della chiusura d'ambito
  • gli altri componenti, ad esclusione dei componenti in vetro, qualora occupino complessivamente una superficie > 40% dell'intera superficie lorda della chiusura d'ambito
    Nota

I requisiti di Resistenza al fuoco sono previsti solo per le chiusure d'ambito SB ed SC. Invece per le chiusure d'ambito di edifici classificati SA e per gli edifici con le caratteristiche riportate di seguito non sono richiesti requisiti di resistenza al fuoco:
  • Edifici con carico d'incendio specifico qf di tutti in compartimenti ≤ 200 MJ/m2;
  • Edifici con impianto sprinkler in tutti i compartimenti (livello di prestazione Controllo Incendio V). L'impianto deve essere presente in tutto l'edificio non solo nell'attività inserita nell'edificio. Quindi il livello V non è riferito all'attività.
Nella strategia resistenza al fuoco si introducono le fasce di separazione tra i diversi compartimenti, con lo scopo di limitare la propagazione ad altri compartimenti. Sono indicate le misure sicurezza per alcune tipologie di facciate:
  • Facciata semplice e curtain walling
    Sia per le facciate semplici che curtain walling dovranno essere previste in corrispondenza della proiezione degli elementi costruttivi di compartimentazione orizzontali e verticali sulle chiusure d'ambito le fasce di separazione.
    Se l'elemento di facciata non poggia direttamente sul solaio come per le facciate courten walling dovrà essere reaizzato un elemento di collegamento tra facciata e le compartimentazioni orizzontali e verticale con classe di resistenza al fuoco EI30 (SB) e EI60 (SC).
  • Facciata a doppia pelle ventilata
    Per le facciate a doppia pelle ventilata sono ammesse le soluzioni in base alla tipologia di facciata, riportate in una dettagliata tabella:
    • Non ispezionabile con pelle esterna chiusa;
    • Non ispezionabile con pelle esterna aperta;
    • Ispezionabile con pelle esterna chiusa;
    • Ispezionabile con pelle esterna aperta;
    • Ispezionabile con pelle esterna aperta o chiusa.
In base alla tipologia vengono individuate le caratteristiche dell'intercapedine e le caratteristiche delle pelli. Ad esempio per la tipologia di facciata Non ispezionabile con pelle esterna chiusa si riporta uno stralcio della tabella V.13-2 (caratteristiche di resistenza al fuoco per facciate a doppia pelle ventilata) riporta:
Facciata Caratteristiche intercapedine Caratteristiche delle pelli
Non ispezionabile con pelle esterna chiusa In corrispondenza di ogni piano [1] l'intercapedine è interrotta da setti di compartimentazione E 30, o E 60 per chiusure d'ambito SC Per la pelle interna devono essere applicate le stesse prescrizioni previste per le facciate semplici.


Per la strategia Sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio, qualora sulla chiusura d'ambito o in aderenza ad essa siano installati impianti di produzione o trasformazione d'energia (es. impianti fotovoltaici, impianti di produzione calore, impianti di condizionamento ...) la porzione di chiusura d'ambito interessata dovrà essere protetta con fasce di separazione descritte nel paragrafo V.13.5.
V.13.5 Realizzazione delle fascie di separazione
Le fascie di separazione devono avere le seguenti caratteristiche:
  1. realizzate con materiali in classe di reazione al fuoco non inferiore a A2s1,d0 per impiego a parete (equivalente alla classe 1 secondo il DM 15/03/2005).
  2. possono essere costituite da uno o più elementi costruttivi con classe di reazione al fuoco E 30-ef(o → i) o, se portanti, RE 30-ef(o → i).
In copertura fasce di separzione ed altre protezioni devono avere classe di comportamento al fuoco esterno BROOF(t2), BROOF(t3), BROOF(t4) oppure essere di classe di resistenza al fuoco EI 30.
Le porzioni di chiusura d'ambito comprese nelle fasce di separazione ed eventuali altre protezioni possono presentare aperture solo se provviste di serranda tagliafuoco o sistema equivalente oppure le suddette porzioni possono essere testate in configurazione totale come da norma EN 364-3 (prova di resistenza al fuoco per elementi non portanti - facciate continue - Configurazione in grandezza reale (assemblaggio completo).
Le fasce devono essere realizzata con una definita geometria in modo da limitare la propagazione in senso orizzontale e verticale dell'incendio tra i compartimenti.
Per limitare la propagazione in verticale dell'incendio dovranno essere previste fasce di separazione orizzontali di larghezza ≥ 1 m, secondo gli schemi riportati (illustrazione V.13-2: esempi di fascia di separazione orizzontale in facciata). Per limitare, invece, la propagazione orizzontale dell'incendio dovranno essere previste fasce di separazione verticali tra i compartimenti con larghezza ≥ 1 m (illustrazione V.13-3: esempi di fascia di separazione verticale in facciata)
Se la fascia di separazione forma un angolo diedro di ampiezza α < 90°, lo sviluppo della fascia deve avere larghezza ≥ 1,00 + (ds.3 -1) • cosα con ds.3 distanza di separazione calcolata con i metodi previsti dalla strategia compartimentazione S.3.
In copertura, la fascia di separazione per limitare la propagazione dell'incendio in orizzontale tra i compartimenti deve avere una larghezza ≥ 1 m.
V.13.6 Verifica dei requisiti di resistenza al fuoco
La fascia di separazione per la quale è previsto il requisito di resistenza al fuoco, può essere verificata sperimentalmente tramite le seguenti norme:
  1. EN 1364-1, per le facciate semplici poggianti sui solai;
  2. EN 1364-4, per facciate curtain walling con fascia di separazione che non include le vetrate;
  3. EN 1364-3, per facciate curtain walling con fascia di separazione che include le vetrate;
  4. EN 1366-4, per sigillature dei giunti lineari.
Il decreto entrerà in vigore 90 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avvenuta l'8/4/2022 ovvero il 7/7/2022.

13/04/2022

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