Prevenzione Incendi De Dona

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PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 3 settembre 2021 - Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

officin meccanica
Con decreto del 3 settembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre 2021, è stato emanato il terzo ed ultimo decreto con il quale viene abrogato definitivamente il DM 10/03/98. Questo terzo decreto (cosiddetto decreto Minicodice) ha per oggetto: Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Il decreto si compone della parte normativa e di un allegato:
  • Allegato I: Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio.
L'art. 1 (Campo di applicazione) stabilisce che il decreto si applica alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro con esclusione dei cantieri temporanei o mobili di cui al titolo IV del D.Lvo 81/08.
L'art. 3 (Criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio) precisa che qualora esista una regola tecnica per una specifica attività, luogo di lavoro ai sensi del D.Lvo 81/08, la stessa costituisce la norma di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio. Stabilisce, inoltre, che per i luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio si applicano i criteri di progettazione previsti nell'allegato I. Nel medesimo allegato sono definiti i luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio, con i seguenti requisiti:
  • affollamento ≤ 100 occupanti;
  • superficie lorda complessiva ≤ 1000 m2;
  • piani situati a quota compresa tra -5 m e 24 m;
  • materiali combustibili in quantità non significativa (carico d'incendio specifico qf ≤ 900 MJ/m2);
  • non si devono detenere o trattare sostanze o miscele pericolose in quantità significative;
  • non si devono effettuare lavorazioni pericolose ai fini antincendio.
Nell'all'art. 3 si precisa, inoltre, che per le attività non ricadenti nei casi sopra indicati si applicano le misure previste dal DM 3/8/2015 s.m.i. (codice della prevenzione incendi), non escludendo l'applicazione di quest'ultimo anche per i luoghi a basso rischio d'incendio, come sopra definiti.
Si riporta nella tabella seguente il riferimento normativo per la progettazione ai fini antincendio del luogo di lavoro.

Attività Riferimento normativo
Luogo di lavoro a cui è possibile applicare una specifica regola tecnica Regola tecnica di riferimento
Luogo di lavoro a basso rischio d'incendio secondo l'allegato I del DM 3/09/2021 (p.to 1 comma 2) DM 3/09/2021 oppure DM 3/8/2015 s.m.i.
Luogo di lavoro non ricadente nell'allegato I del DPR 151/11 e non a basso rischio secondo DM 3/8/2015 s.m.i.
Luogo di lavoro ricadente nell'allegato I DPR 151/11 DM 3/8/2015 s.m.i.

L'allegato I stabilisce le misure di prevenzione e protezione antincendio da adottare per i luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio, che si possono riassumere come segue per le 10 strategie antincendio:
  • deve essere obbligatoriamente effettuata la valutazione del rischio incendio in relazione alla complessità del luogo di lavoro;
  • nessuna indicazione specifica per la strategia reazione al fuoco (S.1);
  • nessuna indicazione specifica per la strategia resistenza al fuoco (S.2);
  • a seguito della valutazione del rischio sarà valutata la necessità di effettuare una compartimentazione (S.3);
  • per la strategia esodo (S.4) sono previste le seguenti misure:
    • il numero di occupanti deve essere determinato considerando una densità di affollamento di 0,7 persone/m2, fermo restando che il titolare possa dichiarare un affollamento inferiore rispetto a quello calcolato;
    • presenza di porte di emergenza con dispositivo di facile apertura a norma UNI EN 1125 o equivalente nel caso siano impegnate da più di 25 occupanti;
    • due vie di esodo alternative con lunghezza massima di esodo ≤ 60 m;
    • corridoio cieco ≤ 30 m, estendibile a 45 m a condizione che venga installato un impianto IRAI dotato delle funzioni minime A, B, D, L, C e l'altezza media dei locali serviti dal corridoio cieco sia ≥ 5 m;
    • altezza delle vie di esodo ≥ 2 m salvo brevi tratti segnalati percorsi solo da personale specificamente formato o in locali impianti, di servizio, piccoli depositi e in generale a seguito di opportuna valutazione del rischio;
    • la larghezza dei percorsi di esodo deve essere ≥ 900 mm. Sono ammessi varchi di larghezza ≥ 800 mm, ≥ 700 mm per affollamenti ≤ 10 occupanti e ≥ 600 mm per locali impianti o di servizio, piccoli depositi ecc;
    • presenza di spazi calmi in tutti i piani dove sono presenti occupanti non occasionali con limitate abilità a raggiungere da soli il luogo sicuro;
  • per la gestione della sicurezza antincendio (S.5) il datore di lavoro deve organizzare un sistema di GSA tramite:
    • verifica dell’osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni normali di esercizio;
    • mantenimento in efficienza di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio;
    • attuazione delle misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza;
    • apposizione di segnaletica di sicurezza;
  • per la strategia controllo incendio (S.6) devono essere installati estintori con capacità minima 13A 89B C con carica non inferiore a 6 Kg, raggiungibili con un percorso non inferiore a 30 m. Viene indicato l'utilizzo di estintori ad acqua in ambienti al chiuso per fuochi di classe A o B da non utilizzare su apparecchiature elettriche. A seguito di valutazione del rischio potrà essere prevista la rete idranti da realizzare in conformità alla norma UNI 10779 e UNI EN 12845 (livello 1 di pericolosità, protezione interna, alimentazione di tipo singola).
  • per la strategia rivelazione allarme incendio (S.7) normalmente la segnalazione e diffusione dell'allarme è demandata agli occupanti. A seguito di valutazione del rischio potrà essere previsto un impianto automatico di rivelazione allarme incendio conforme alla norma UNI 9795.
  • per la strategia controllo fumo e calore (S.8) devono essere previste aperture per facilitare l'attività delle squadre di soccorso mediante le stesse aperture già previste per motivi igienico-sanitari.
  • per la strategia operatività antincendio deve essere garantito l'avvicinamento dei mezzi di soccorso ad una distanza ≤ 50 m o misure alternative.
  • per la strategia sicurezza impianti gli stessi devono essere realizzati a regola d'arte e mantenuti in efficienza.
Il decreto entra in vigore un anno dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale avvenuta il 29/10/2021, ovvero il 29/10/2022.

31/10/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 14 ottobre 2021 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, contenenti una o pià attività ricomprese nell'allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, ivi individuate con il numero 72, ad esclusione di musei gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

struttura ospedaliera in edificio storico
Con decreto del 14 marzo 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 ottobre 2021, è stata emanata la regola tecnica verticale (RTV) per gli edifici tutelati che va a modificare il DM 3/8/2015 smi, inserendo il capitolo V.12. (Altre attività in edifici tutelati). La presente RTV si applica quando all'interno di un edificio tutelato, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, con Rischio Beni pari a 2 o 4, è presente un'attività soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco (ricadente nell'elenco dell'allegato I del dpr 151/11) e risulta aperta al pubblico.
Per il completamento del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 smi) mancano ancora le seguenti pubblicazioni di RTV, già presenti in bozza: Nel campo di applicazione dell'allegato al decreto 14/10/2021 è evidenziato che la RTV potrà essere un utile riferimento per la progettazione, realizzazione ed esercizio di edifici sottoposti a tutela contenenti attività non aperte al pubblico.
Trattandosi di edificio tutelato sono previste misure alternative in alcune strategie per garantire un equivalente livello di sicurezza.
Nella reazione al fuoco (strategia S.1) vengono presi in considerazione solo i beni tutelati lungo le vie di esodo in ambiti con profilo di rischio vita compresi in C, D ed E.
Per la resistenza al fuoco (strategia S.2), dove non è possibile verificare quanto previsto dalla specifica RTV, relativamente ai valori minimi di resistenza al fuoco, limitatamente agli ambiti con profili di rischio vita A1, A2, B1, B2, E1 ed E2, si può ovviare incrementando il livello di prestazione gestione della sicurezza antincendio di una unità oltre ad avere un carico d'incendio specifico di progetto qf,d ≤ 200 MJ/m2. Inoltre, nei sottotetti con struttura portante in legno che non costituiscono compartimento autonomo, nei casi dove non è possibile l'adeguamento strutturale dovrà essere previsto l'impianto sprinkler ed un livello di prestazione gestione della sicurezza antincendio III. Dove invece il sottotetto costituisce un compartimento autonomo lo stesso dovrà essere libero da ogni tipo di materiale combustibile.
Per la strategia Esodo S.4 sono ammesse tutte le soluzioni conformi anche con altezze dei percorsi di esodo ≥ 1,8 m e qualsiasi tipologia e variazione di alzata e pedata contemplate nella stessa rampa, a condizione che venga raddoppiato il livello di illuminazione previsto dalla UNI EN 1838 e vengano garantite misure gestionali aggiuntive.
Le misure gestionali aggiuntive da prevedere nella strategia gestione della sicurezza antincendio sono:
  1. almeno 3 volte l'anno la prova di attuazione del piano di emergenza. La prima deve avvenire entro i due mesi dall'inizio dell'attività;
  2. Predisposizione di un piano di limitazione dei danni.
    Detto piano dovrà individuare i soggetti adeguatamente formati per lo specifico incarico, le aree in cui sono distribuiti in termini qualitativi e quantitativi i beni tutelati, le procedure di allontanamento dei beni, le priorità di evacuazione, le modalità di trasporto ed i luoghi di ricovero dei beni con le relative caratteristiche. In merito alle misure di protezione attive antincendio dovranno essere indicate le eventuali restrizioni nell'utilizzo di sostanze estinguenti.
Per gli impianti antincendio (strategia S.5) occorre considerare la compatibilità delle sostanze estinguenti con i beni tutelati.
Dovrà essere previsto per la strategia rivelazione allarme incendio un livello di prestazione IV, quindi rilevatori di fumi automatici estesi all'intera attività.
Il Decreto entra in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione nella gazzetta ufficiale avvenuta il 25/10/2021, pertanto entrarà in vigore il 24/11/2021.

28/10/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 2 settembre 2021 - Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

gestione sicurezza antincendio
Con decreto del 2 settembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 ottobre 2021, è stato emanato il secondo dei tre decreti che andranno a sostituire il DM 10/03/1998. Questo secondo decreto (cosidetto decreto GSA) ha per oggetto: Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Il decreto si compone della parte normativa e di cinque allegati:
  • Allegato I: Gestione della sicurezza antincendio in esercizio;
  • Allegato II: Gestione della sicurezza antincendio in emergenza;
  • Allegato III: Corsi di formazione e aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio;
  • Allegato IV: Idoneità tecnica degli addetti al servizio antincendio;
  • Allegato V: Corsi di formazione e di aggiornamento dei docenti dei corsi antincendio;
L'allegato I stabilisce l'obbligo da parte del datore di lavoro di fornire ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio. Nell'allegato sono indicati gli argomenti da trattare nell'attività, precisando che l'informazione e la formazione devono essere basate principalmente sulla valutazione dei rischi specifici dell'attività.
Ove corre l'obbligo del piano di emergenza (art. 2 comma 2), i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale, quando il luogo di lavoro abbia le seguenti caratteristiche:
  • luogo di lavoro ove sono occupati almeno dieci lavoratori;
  • luogo di lavoro aperto al pubblico caratterizzato dalla presenza contemporanea di più di cinquanta persone, indipendentemente dal numero dei lavoratori;
  • luogo di lavoro che rientra nell'allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.
Tali esercitazioni dovranno essere opportunamente documentate dal datore di lavoro.
L'allegato II stabilisce le misure da adottare per la gestione della sicurezza in emergenza. In particolare, il datore di lavoro ove corre l'obbligo del piano di emergenza (art. 2 comma 2) dovrà provvedere a tenere aggiornato il piano di emergenza in occasione di ogni modifica che possa alterare le misure di prevenzione e protezione. Nel piano di emergenza dovranno essere indicati i nominativi degli incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste.
L'allegato III stabilisce i contenuti minimi della specifica formazione che devono ricevere i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendi o gestione delle emergenze. In particolare il relazione della complessità dell’attività e del livello di rischio sono individuati tre gruppi di percorsi formativi.
L'allegato IV stabilisce l'elenco dei luoghi di lavoro ove si svolgono attività per le quali, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, è previsto che i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, conseguano l'attestato di idoneità tecnica di cui all'articolo 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512.
Nell'allegato V sono riportati i corsi di formazione per docenti. In particolare sono stabiliti tre tipologie di corsi:
  • Corso di formazione di tipo A, della durata minima di 60 ore, che abilità i docenti alla formazione sia della parte teorica che pratica;
  • Corso di formazione di tipo B, della durata minima di 48 ore, che abilità i docenti alla formazione della parte teorica;
  • Corso di formazione di tipo C, della durata minima di 28 ore, che abilità i docenti alla formazione della parte pratica;
Nell'allegato per ciascun modulo sono riportati gli argomenti da trattare. Il decreto entra in vigore un anno dopo la sua pubblicazione nella gazzetta ufficiale ovevro il 4 ottobre del 2022.

09/10/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Decreto Ministeriale 1 settembre 2021 - Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

controllo estintori
Con decreto del 1 settembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 settembre 2021, è stato emanato il primo dei tre decreti che andranno a sostituire il DM 10/03/1998. Questo primo decreto (cosidetto decreto controlli) ha per oggetto: Criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 3, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Viene introdotta la figura del tecnico manutentore qualificato, quale "persona fisica in possesso dei requisiti tecnico-professionali di cui all'allegato II, che costituisce parte integrante del presente decreto".
Il decreto si compone della parte normativa e di due allegati:
  • Allegato I: Criteri generali per manutenzione, controllo periodico e sorveglianza di impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio;
  • Allegato II: Qualificazione dei manutentori di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio.
Nell'allegato I viene evidenziato che il datore di lavoro deve predisporre il registro dei controlli, effettuati dal tecnico manutentore qualificato, secondo le norme di riferimento per ogni impianto, dove devono essere annotati i controlli periodici e gli interventi di manutenzione su impianti, attrezzature ed altri sistemi di sicurezza antincendio. Tale registro deve essere mantenuto costantemente aggiornato e disponibile per gli organi di controllo.
L'allegato II stabilisce che il tecnico manutentore qualificato (responsabile dell’esecuzione della corretta manutenzione degli impianti, delle attrezzature e degli altri sistemi di sicurezza antincendio) deve possedere requisiti di conoscenza, abilità e competenza. A tal fine il tecnico manutentore qualificato dovrà effettuare un percorso di formazione erogato da soggetti formatori, pubblici o privati, con valutazione finale da sostenere presso le strutture del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che in caso di superamento dell'esame rilascerà l’attestazione di tecnico manutentore qualificato.
I soggetti che alla data di entrata in vigore del presente decreto (25/09/2022) avranno svolto attività di manutenzione da almeno 3 anni saranno esonerati dalla frequenza del corso e potranno richiedere direttamente di essere sottoposti a valutazione finale.
I docenti dei corsi di formazione per tecnico manutentore qualificato devono essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore e avere conoscenza di leggi e regolamenti specifici del settore ed esperienza documentata, almeno triennale, sia nel settore della formazione sia nel settore della manutenzione degli impianti, delle attrezzature e dei sistemi di sicurezza antincendio e nel settore della sicurezza e della salute dei luoghi di lavoro e della tutela dell’ambiente. I docenti, inoltre, devono possedere esperienza di pratica professionale documentata, non inferiore ai tre anni, nel settore della manutenzione degli impianti, delle attrezzature e dei sistemi di sicurezza antincendio oggetto della specifica formazione pratica.
I contenuti della formazione sono mirati ad acquisire competenze, conoscenze ed abilità e sono riportati nel prospetto 1.

Prospetto 1. Compiti e attività del tecnico manutentore qualificato

1Eseguire i controlli documentali;
2Eseguire i controlli visivi e di integrità dei componenti;
3Eseguire i controlli funzionali, manuali o strumentali;
4Eseguire le attività di manutenzione necessarie a seguito dell’esito dei controlli effettuati;
5Eseguire le registrazioni delle attività svolte su supporto cartaceo o digitale;
6Eseguire le attività di manutenzione secondo le norme e le procedure relative alla sicurezza e alla salute dei luoghi di lavoro e alla tutela dell’ambiente;
7Relazionarsi con il datore di lavoro (o responsabile dell’attività) in merito alle attività di controllo e manutenzione;
8Coordinare e controllare l’attività di manutenzione;

Nell'allegato II si riportano, inoltre, diversi prospetti riguardanti i contenuti minimi della formazione teorica e delle esercitazioni pratiche per gli impianti, le attrezzature ed i sistemi di sicurezza antincendio maggiormente utilizzati all’interno dei luoghi di lavoro.
Il punto 4 dell'allegato II tratta la valutazione dei requisiti degli aspiranti tecnici manutentori che deve comprendere:
  1. l’analisi del "curriculum vitae" integrato da documentazioni comprovanti le attività lavorative e formative dichiarate dal candidato;
  2. una prova scritta per la valutazione delle conoscenze. Tale prova di esame può consistere in una delle due opzioni seguenti:
    1. una prova composta da almeno 20 domande a risposta chiusa: per ogni domanda vengono proposte almeno 3 risposte delle quali n.1 sola è corretta (da escludere quelle del tipo “vero/falso”);
    2. una prova composta da almeno 6 domande a risposta aperta.
  3. una prova pratica con simulazioni di situazioni reali operative attinenti all’attività professionale atta a valutare, oltre alle abilità e competenze acquisite dal candidato, anche le capacità relazionali e comportamentali, attraverso l’osservazione diretta, durante l’attività lavorativa;
  4. una prova orale per approfondire eventuali incertezze riscontrate nelle prove scritte o per approfondire il livello delle conoscenze acquisite dal candidato.
Il punto 5 dell'allegato II tratta le procedure amministrative, che sono trattate alla stregua delle attività di accertamento previste per il personale addetto ai servizi di sicurezza nei luoghi di lavoro ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ed erogate dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai sensi dell’articolo 7-bis del decreto-legge 31 marzo 2005, n. 45.
Il decreto entrerà in vigore il 25/09/2022, un anno dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

26/09/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi (RTV Strutture sanitarie - Codice prevenzione incendi)

codice prevenzione
Con decreto del 29 marzo 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2021, è stata emanata la regola tecnica per le strutture sanitarie ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, inserita nel capitolo V.11 del DM 03/08/2015 s.m.i. Il decreto aggiunge un ulteriore tassello al codice delle prevenzione incendi. Per il completamento del documento mancano ancore le seguenti pubblicazioni delle RTV, già presenti in bozza: Il Decreto 29 marzo 2021 si applica alle seguenti strutture sanitarie:
  • SA: attività che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno con posti letto > 25;
  • SB: attività che erogano prestazioni in regime residenziale (RSA) a ciclo continuativo o diurno con posti letto > 25;
  • SC: attività che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio.
Il D.M. 29/3/2021 prevede al punto V.11.7 una sezione specifica per le strutture sanitarie con numero di posti letto ≤ di 25.
Le aree delle strutture sanitarie sono molteplici e in buona parte suddivise in sottoaree:
  • TA: aree destinate a ricovero in regime ospedaliero o residenziale, aree adibite ad unità speciali, suddivise in:
    • TA1: aree destinate a ricovero in regime ospedaliero o residenziale;
    • TA2: aree adibite ad unità speciali o cure intensive, nelle quali il paziente è collegato ad apparecchiature salvavita o endoscopiche tali da impedire il suo rapido spostamento.
  • TB: aree destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale in cui non è previsto il ricovero, suddivise in:
    • TB1: ambulatori, centri specialistici, centri di diagnostica, consultori, aree con apparecchiature ad elevata tecnologia, esclusi gli ambienti dove sussiste il rischio dovuto a radiazioni ionizzanti;
    • TB2: ambulatori, centri specialistici, centri di diagnostica con presenza di sorgenti di radiazioni ionizzanti sigillate o non sigillate o con presenza di apparecchiature ad alta energia di tipo ionizzante.
  • TC: aree destinate ad altri servizi pertinenti (es. uffici amministrativi, scuole e convitti professionali, spazi per riunioni e convegni, mensa aziendale, spazi per visitatori inclusi bar, aree commerciali, aree di culto, …).
  • TK: aree a rischio specifico, suddivise in:
    • TK1: aree od impianti a rischio specifico normalmente non presidiati (es. impianti di produzione calore, gruppi elettrogeni, centrali di sterilizzazione e produzione del vuoto, …);
    • TK2: aree a rischio specifico, normalmente presidiate, accessibili al solo personale dipendente (es. laboratori di analisi e ricerca, lavanderie, cucine, …);
    • TK3: aree destinate a deposito e ricarica gas medicali e gas tecnici di laboratorio.
  • TM: depositi inseriti nella stessa opera da costruzione dell’attività sanitaria, suddivisi in:
    • TMO: TM0: depositi aventi superficie lorda S ≤ 10 m2 e con carico di incendio qf ≤ 50 MJ/m2; vuoto, …);
    • TM1: depositi aventi superficie lorda S ≤ 10 m2 e con carico di incendio specifico 50 MJ/m2 < qf S ≤ 450 MJ/m2 ;
    • TM2: depositi aventi superficie lorda S ≤ 10 m2 e 450 MJ/m2 < qf ≤ 600 MJ/m2 o 10 m2 < S ≤ 50 m2 e con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
    • TM3: depositi aventi superficie lorda 50 m2 < S ≤ 500 mm2 e con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
    • TM4: aree esterne all’opera da costruzione contenenti aree di tipo TA o TB, coperte o scoperte, destinate anche temporaneamente allo stoccaggio, alla movimentazione ed al carico o scarico delle merci, al deposito dei materiali di scarto e degli imballaggi;
  • TT1: locali in cui siano presenti quantità significative di apparecchiature elettriche ed elettroniche, locali tecnici rilevanti ai fini della sicurezza antincendio;
  • TT2: aree destinate alla ricarica di accumulatori elettrici di trazione o stazionari;
  • TZ: altre aree.
Il decreto introduce due definizioni importati riferite alle apparecchiature utilizzate per la diagnostica strumentale, divise in base all'energia con cui vengono accelerate le particelle:
  • Apparecchiatura ad alta energia di tipo ionizzante: apparecchiatura in grado di accelerare particelle ad energia superiore a 10 MeV, per la quale non è possibile escludere a priori la presenza di radioattività, nei pressi della apparecchiatura, anche dopo lo spegnimento della stessa (es. ciclotroni per la produzione di radiofarmaci, betatroni, …).
  • Apparecchiatura ad elevata tecnologia: apparecchiatura in grado di accelerare particelle ad energia non superiore a 10 MeV, per la quale è possibile escludere a priori la presenza di radioattività, nei pressi dell’apparecchiatura stessa e macchina magnetica che non produce radiazioni ionizzanti (es. risonanza magnetica, tomografia computerizzata, …).
Molteplici sono le misure integretative e sostitutive della RTO previste dal DM, se ne riportano solo alcune ritenute più significative:
  • La strategia S.3 (compartimentazione) è molto dettagliata per le diverse aree dell'attività. In particolare, le aree TA devono avere un livello di prestazione compartimentazione III, ovvero si deve evitare anche la propagazione dei fumi freddi.
  • Nella strategia S.4. (esodo) per le aree TA deve essere previsto l'esodo orizzontale propressivo, misura molto importante nelle strutture ospedaliere.
  • La strategia S.5. prevede per le strutture sanitarie classificate SC, con sistemi di esodo comuni con altre attività, un livello di prestazione III.
Per gli approfondimenti si rimanda alla lettura del decreto scaricabile dal link.
Il Decreto ministeriale entra in vigore il trentesimo giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 9 aprile2021, ovvero il 9 maggio 2021.

10/04/2021

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