Prevenzione Incendi De Dona

Notizie di primo piano


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi (RTV Strutture sanitarie - Codice prevenzione incendi)

codice prevenzione
Con decreto del 29 marzo 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 9 aprile 2021, è stata emanata la regola tecnica per le strutture sanitarie ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, inserita nel capitolo V.11 del DM 03/08/2015 s.m.i. Il decreto aggiunge un ulteriore tassello al codice delle prevenzione incendi. Per il completamento del documento mancano ancore le seguenti pubblicazioni delle RTV, già presenti in bozza: Il Decreto 29 marzo 2021 si applica alle seguenti strutture sanitarie:
  • SA: attività che erogano prestazioni in regime di ricovero ospedaliero a ciclo continuativo o diurno con posti letto > 25;
  • SB: attività che erogano prestazioni in regime residenziale (RSA) a ciclo continuativo o diurno con posti letto > 25;
  • SC: attività che erogano prestazioni di assistenza specialistica in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di diagnostica strumentale e di laboratorio.
Il D.M. 29/3/2021 prevede al punto V.11.7 una sezione specifica per le strutture sanitarie con numero di posti letto ≤ di 25.
Le aree delle strutture sanitarie sono molteplici e in buona parte suddivise in sottoaree:
  • TA: aree destinate a ricovero in regime ospedaliero o residenziale, aree adibite ad unità speciali, suddivise in:
    • TA1: aree destinate a ricovero in regime ospedaliero o residenziale;
    • TA2: aree adibite ad unità speciali o cure intensive, nelle quali il paziente è collegato ad apparecchiature salvavita o endoscopiche tali da impedire il suo rapido spostamento.
  • TB: aree destinate a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale in cui non è previsto il ricovero, suddivise in:
    • TB1: ambulatori, centri specialistici, centri di diagnostica, consultori, aree con apparecchiature ad elevata tecnologia, esclusi gli ambienti dove sussiste il rischio dovuto a radiazioni ionizzanti;
    • TB2: ambulatori, centri specialistici, centri di diagnostica con presenza di sorgenti di radiazioni ionizzanti sigillate o non sigillate o con presenza di apparecchiature ad alta energia di tipo ionizzante.
  • TC: aree destinate ad altri servizi pertinenti (es. uffici amministrativi, scuole e convitti professionali, spazi per riunioni e convegni, mensa aziendale, spazi per visitatori inclusi bar, aree commerciali, aree di culto, …).
  • TK: aree a rischio specifico, suddivise in:
    • TK1: aree od impianti a rischio specifico normalmente non presidiati (es. impianti di produzione calore, gruppi elettrogeni, centrali di sterilizzazione e produzione del vuoto, …);
    • TK2: aree a rischio specifico, normalmente presidiate, accessibili al solo personale dipendente (es. laboratori di analisi e ricerca, lavanderie, cucine, …);
    • TK3: aree destinate a deposito e ricarica gas medicali e gas tecnici di laboratorio.
  • TM: depositi inseriti nella stessa opera da costruzione dell’attività sanitaria, suddivisi in:
    • TMO: TM0: depositi aventi superficie lorda S ≤ 10 m2 e con carico di incendio qf ≤ 50 MJ/m2; vuoto, …);
    • TM1: depositi aventi superficie lorda S ≤ 10 m2 e con carico di incendio specifico 50 MJ/m2 < qf S ≤ 450 MJ/m2 ;
    • TM2: depositi aventi superficie lorda S ≤ 10 m2 e 450 MJ/m2 < qf ≤ 600 MJ/m2 o 10 m2 < S ≤ 50 m2 e con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
    • TM3: depositi aventi superficie lorda 50 m2 < S ≤ 500 mm2 e con carico di incendio specifico qf ≤ 600 MJ/m2;
    • TM4: aree esterne all’opera da costruzione contenenti aree di tipo TA o TB, coperte o scoperte, destinate anche temporaneamente allo stoccaggio, alla movimentazione ed al carico o scarico delle merci, al deposito dei materiali di scarto e degli imballaggi;
  • TT1: locali in cui siano presenti quantità significative di apparecchiature elettriche ed elettroniche, locali tecnici rilevanti ai fini della sicurezza antincendio;
  • TT2: aree destinate alla ricarica di accumulatori elettrici di trazione o stazionari;
  • TZ: altre aree.
Il decreto introduce due definizioni importati riferite alle apparecchiature utilizzate per la diagnostica strumentale, divise in base all'energia con cui vengono accelerate le particelle:
  • Apparecchiatura ad alta energia di tipo ionizzante: apparecchiatura in grado di accelerare particelle ad energia superiore a 10 MeV, per la quale non è possibile escludere a priori la presenza di radioattività, nei pressi della apparecchiatura, anche dopo lo spegnimento della stessa (es. ciclotroni per la produzione di radiofarmaci, betatroni, …).
  • Apparecchiatura ad elevata tecnologia: apparecchiatura in grado di accelerare particelle ad energia non superiore a 10 MeV, per la quale è possibile escludere a priori la presenza di radioattività, nei pressi dell’apparecchiatura stessa e macchina magnetica che non produce radiazioni ionizzanti (es. risonanza magnetica, tomografia computerizzata, …).
Molteplici sono le misure integretative e sostitutive della RTO previste dal DM, se ne riportano solo alcune ritenute più significative:
  • La strategia S.3 (compartimentazione) è molto dettagliata per le diverse aree dell'attività. In particolare, le aree TA devono avere un livello di prestazione compartimentazione III, ovvero si deve evitare anche la propagazione dei fumi freddi.
  • Nella strategia S.4. (esodo) per le aree TA deve essere previsto l'esodo orizzontale propressivo, misura molto importante nelle strutture ospedaliere.
  • La strategia S.5. prevede per le strutture sanitarie classificate SC, con sistemi di esodo comuni con altre attività, un livello di prestazione III.
Per gli approfondimenti si rimanda alla lettura del decreto scaricabile dal link.
Il Decreto ministeriale entra in vigore il trentesimo giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 9 aprile2021, ovvero il 9 maggio 2021.

10/4/2021-12:28


PUBBLICAZIONE NORMA UNI 10779
Impianti di estinzione incendi - Reti di idranti - Progettazione, installazione ed esercizio

rete idranti
Il 25 marzo è stata pubblicata la nuova edizione della norma UNI 10779 sulle reti idriche antincendio. La norma UNI 10779 specifica i requisiti costruttivi e prestazionali minimi da soddisfare nella progettazione, installazione ed esercizio delle reti idranti destinate all’alimentazione di apparecchi di erogazione antincendio e rappresenta la regola dell’arte, citata dalle disposizioni legislative nazionali, utilizzata da progettisti, installatori, manutentori e autorità di controllo.
La nuova edizione 2021 rispetto alla precedente versione del 2014 non ha subito in generale modifiche sostanziali tranne una, allinenadosi a quanto previsto nella soluzione progettuale del livello di prestazione III e IV della strategia 9 (Operatività antincendio) del codice della prevenzione incendi, DM 3/8/2015 s.m.i., anche se con lievi differenze. Tale modifica riguarda l'introduzione nel prospetto B.1 della nota 5, richiamata anche nei punti B.3.1.2 e B.3.1.3. Tale nota richiede, nel caso non sia stata prevista la protezione esterna con un livello di pericolosità 2 o 3, l'installazione di almeno un idrante UNI 70 soprassuolo o sottosuolo, per il rifornimento dei mezzi dei Vigili del fuoco, con prestazione minima di 300 lt/min per un funzionamento di almeno 60 minuti, in contemporanea al funzionamento della protezione interna. Tale misura comporterà, pertanto, un aumento delle dimensioni della riserva idrica antincendio di almeno 18 mc nei casi in cui non è presente la protezione esterna con livello di pericolosità 2 o 3.
Per le attività RTV del codice generalmente il livello di pericolosità della rete idranti è definito in una tabella, con casi in cui è richiesto un livello 2 di pericolosità senza la protezione esterna. In queste situazioni, occorre considerare almeno un idrante per il rifornimento dei mezzi dei vigili del fuoco.
Nelle attività RTO, invece occorrerà effettuare una valutazione del rischio per la determinazione del livello di pericolosità, tenento conto che la norma UNI 10779 definisce livelli di pericolosità come segue:
  • Libello di pericolosità 1: Aree nelle quali la quantità e/o la combustibilità dei materiali presenti sono basse e che presentano comunque un basso pericolo di incendio in termini di probabilità d'innesco, velocità di propagazione delle fiamme e possibilità di controllo dell'incendio da parte delle squadre di emergenza
  • Libello di pericolosità 2: Aree nelle quali c'è una presenza non trascurabile di materiali combustibili e che presentano un moderato pericolo di incendio come probabilità d'innesco, velocità di propagazione di un incendio e possibilità di controllo dell'incendio stesso da parte delle squadre di emergenza
  • Libello di pericolosità 3: Aree nelle quali c'è una notevole presenza di materiali combustibili e che presentano un alto pericolo di incendio come probabilità d'innesco, velocità di propagazione delle fiamme e possibilità di controllo dell'incendio da parte delle squadre di emergenza
Di seguito si riporta l'elenco delle variazioni desunte da un confronto fra la nuova edizione del 2021 e la versione 2014:
  • al punto 3.2.4 Termini e definizioni è stata introdotta la definizione di compartimento antincendio tratta dal DM 30/11/1983: Parte della costruzione organizzata per rispondere alle esigenze della sicurezza in caso d'incendio e delimitata da elementi costruttivi idonei a garantire, sotto l'azione del fuoco e per un dato intervallo di tempo, la capacità di compartimentazione;
  • al punto 4.2.1.2 Aree da proteggere è stata aggiunto l'ultimo periodo in cui si precisa che: l'area al chiuso protetta deve avere le caratteristiche di compartimento antincendio;
  • al punto 7.1.6 Alloggiamento delle tubazioni fuori terra è stata eliminata la frase prevista nella versione 2014: carico d'incendio non maggiore di 100 MJ/m2;
  • al punto 7.1.7 Attraversamento di strutture verticali ed orizzontali è stata aggiunta alla fine una nota che chiarisce le caratteristiche dei materiali da utilizzare per il ripristino della compartimentazione: il ripristino delle compartimentazioni in corrispondenza delle tubazioni deve essere effettuato mediante prodotti qualificati secondo la legislazione vigente in materia;
  • ai punti A.1.4 Continuità dell'alimentazione e A.1.6 Protezione sprinkler vengono fatti dei richiami al punto 6.2. della norma UNI 11292;
  • nel prospetto B.1 Dimensionamento degli impianti - reti idranti ordinarie è stata introdotta la nota 5 in corrispondenza della protezione esterna (riportata nei punti B.3.1.2 e B.3.1.3): Nelle attività con livello di pericolosità 2 o 3, per le quali non sia prevista la realizzazione della protezione esterna, si deve comunque installare, in posizione accessibile e sicure, almeno un idrante soprassuolo o sottosuolo, conforme rispettivamente alle norme UNI EN 14384 e UNI EN 14339, atto al rifornimento dei mezzi di soccorso dei vigili del fuoco. Ciascun idrante deve assicurare un'erogazione minima di 300 l/min per almeno 60 minuti e deve essere collegato alla rete (acquedotto) pubblica o privata o, in subordine, derivato dalla stessa rete idranti, prevedendo il contemporaneo funzionamento con la protezione interna.
Per l'approfondimento si rimanda alla norma UNI 10779.

1/4/2021-18:46


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

codice prevenzione
Con decreto del 10 luglio 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 luglio 2020, è stata emanata la regola tecnica per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, ai sensi dell'art. 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, inserita nel capitolo V.10 del DM 03/08/2015 s.m.i. Il decreto aggiunge un ulteriore tassello al codice delle prevenzione incendi. Per il completamento del codice della prevezione incendi mancano ancore le seguenti pubblicazioni:
  • DM sui locali di pubblico spettacolo;
  • DM sugli edifici civili;
  • DM sulle strutture sanitarie;
  • DM sugli edifici pregevoli in cui si svolgono attività ricadenti nell'elendo del DPR 151/11;
  • DM riguardante lo stoccaggio dei rifiuti.
Il Decreto 10 luglio 2020 tenendo conto delle caratteristiche specifiche dell'edificio sottoposto a tutela consente:
  • per le aree TA, TC e TO nel caso non sia possibile l'adeguamento ad una determinata classe minima di resistenza al fuoco l'adozione di misure aggiuntive compensative;
  • l'estensione dei compartimenti multipiano fino a 18 m anzichè 15, per tener conto della maggiore altezza dei locali;
  • altezza dei percorsi di esodo non inferiore ad 1,8 m e gradini anche non regolari in zone critiche, in tal caso dovrà essere prevista una illuminazione doppia rispetto a quella prevista dalla norma UNI 1838 e materiali appartenenti al gruppo GM0 e GM1;
  • di raddoppiare l'affollamento massimo complessivo degli ambiti serviti dal corridoio cieco in relazione ai profili di rischio vita B1, B2, B3, a condizione che venga adottato un sistema di Gestione della sicurezza III.
  • Altre misure che tengono conto della tipologia di attività.
E' stato introdotto il "Piano di limitazione dei danni" che contiene misure e procedure per la salvaguardia dell'edificio e dei beni tutelati in esso presenti, da mettere in atto in caso d'incendio.
Nell'attività dovrà essere previsto un livello di prestazione rivelazione allarme incendio IV. Ovvero un impianto di rivelazione allarme incendio esteso all'intera attività.
Il Decreto ministeriale entra in vigore il trentesimo giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale avvenuta il 22 luglio 2020, ovvero il 21 agosto 2020.

24/7/2020-15:50


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Approvazione delle norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa (DM 15 maggio 2020 in vigore dal 19/11/2020).

codice prevenzione
Con decreto del 15 maggio 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 maggio 2020, è stata emanata la nuova regola tecnica sulle autorimesse che sostituisce integralmente il Capitolo V.6 del DM 3/8/2015 (Codice della Prevenzione Incendi), avente per oggetto: Approvazione delle norme tecniche di prevenzione incendi per le attività di autorimessa.
Viene soppressa la lettera e) dell'articolo 2-bis del DM 3/8/2015, eliminando definitivamente la possibilità del doppio binario per la progettazione delle autorimesse, abrogando quindi il mitico DM 1/2/1986, con il quale sono state progettate e realizzate la maggior parte delle autorimesse esistenti e il DM 22 novembre 2002 recante misure di sicurezza per il parcamento di autovetture alimentate a GPL.
Per gli interventi di modifica delle autorimesse esistenti, valgono gli stessi criteri delle attività RTO, ovvero si applicano le disposizioni previste dall'art. 2, commi 3 e 4 del decreto del Ministro dell'interno 3 agosto 2015, come modificato dal decreto del Ministro dell'interno 12 aprile 2019:
"comma 3. Per gli interventi di modifica ovvero di ampliamento alle attività di cui al comma 1, esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, le norme tecniche di cui all'art. 1, comma 1, si applicano a condizione che le misure di sicurezza antincendio esistenti, nella parte dell'attività non interessata dall'intervento, siano compatibili con gli interventi da realizzare.
comma 4. Per gli interventi di modifica o di ampliamento delle attività esistenti di cui al comma 1, non rientranti nei casi di cui al comma 3, si continuano ad applicare le specifiche norme tecniche di prevenzione incendi di cui all'art. 5 comma 1-bis e, per quanto non disciplinato dalle stesse, i criteri tecnici di prevenzione incendi di cui all'art. 15, comma 3, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139. Nei casi previsti dal presente comma, è fatta salva, altresì, la possibilità per il responsabile dell' attività di applicare le disposizioni di cui all'art. 1, comma 1, all'intera attività."

Entrando nel merito delle modifiche apportate all'allegato, si osserva quanto segue:
  • È stata soppressa la nota che rimandava alla regola dell'arte per il dimensionamento geometrico delle corsie di manovra. Quindi è stato sancito definitivamente che la larghezza delle corsie di manovra e delle rampe non rientra tra le misure di prevenzione incendi, eliminando definitivamente la procedura di deroga per corsie e rampe con larghezza inferiore a 3 m;
  • È stata introdotta una nota nel paragrafo delle definizioni, che stabilisce la possibilità di effettuare la classificazione non più per l'intera attività bensì per singolo compartimento. Considerando, quindi, la superficie del singolo compartimento per l'attribuzione della classificazione. Questo consente di ridurre le misure di protezione antincendio nel singolo compartimento;
  • Le aree TM1 possono essere inserite nei compartimenti classificati SA, AB, HB a condizione che abbiano una superficie lorda S ≤ 25 m2 e carico d'incendio qf ≤ 300 MJ/m2. È stato eliminato il termine "complessivamente", chiarendo che il limite di 25 m2 è riferito alla singola area TM1.
  • è stata introdotta l'area TB al posto dell'area TZ ed aggiunta l'area TZ (altri ambiti non ricompresi nei precedenti).
  • Analogamente alle altre RTV è stato inserito il paragrafo obbligatorio relativo alla valutazione del rischio, evidenziato che tutti i riferimenti della RTO con quota -5 m devono essere letti per l'autorimessa quota -6 m, qualora i piani di parcamento siano limitati a 2;
  • Non è più necessaria la valutazione del rischio esplosione. Infatti è stato eliminato il paragrafo presente nella precedente versione;
  • È stata introdotta una tabella per consentire le comunicazioni dell'autorimessa verso le pertinenze dell'autorimessa e verso i compartimenti e le vie di esodo di altre attività;
  • è stata modificata la tabella per l'attribuzione dei livelli di prestazione controllo incendio;
  • Il paragrafo relativo alla strategia controllo fumi e calore è stato completamente modificato eliminando la formula presente nella precedente versione, introducendo un nuova formula per la determinazione del raggio Roffset, che per altezze medie del compartimento > 3,5 m risulta maggiore di 30 mt.
Il decreto entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale avvenuta il 23 maggio 2020 è precisamente il 19/11/2020.

25/5/2020-22:36


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Aggiornamento sezione V del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 s.m.i.)

ingranaggio
Dopo l'aggiornamento della RTO del codice della prevenzione incendi è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 6 marzo 2020 il DM 14 febbraio 2020, che ha per oggetto: Aggiornamento della sezione V dell'allegato 1 al decreto 3 agosto 2015, concernente l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi. Inoltre, sulla gazzetta ufficiale del 14 aprile 2020 è stato pubblicato il DM 6 aprile 2020 che ha per oggetto: Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli asili nido, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139 e modifiche alla sezione V dell'allegato 1 al decreto del Ministro dell'interno del 3 agosto 2015.
Il Decreto del 14 febbraio 2020 ha allineato la terminologia delle RTV a quella adottata nel DM 18/10/2020 ed ha introdotto in tutte le regole tecniche verticali il paragrafo Valutazione del rischio di incendio, che impone anche per le RTV la valutazione del rischio incendio secondo le modalità fissate dal capitolo G.2. Il punto G.2.6.1 (Valutazione del rischio d’incendio per l’attività) al comma 3 riporta il seguente testo: "Qualora siano disponibili pertinenti regole tecniche verticali, la valutazione del rischio d’incendio da parte del progettista è limitata agli aspetti peculiari della specifica attività trattata.".
Il DM 6 aprile 2020 ha introdotto la nuova RTV degli asili nido, aggiungendo un'altro tassello all'elenco delle specifiche attività ed ha corretto dei refusi rilevati nel DM 14 febbraio 2020.
Per il completamento del codice della prevenzione incendi mancano ancore le seguenti modifiche:
  • Aggiornamento della RTV delle autorimesse;
  • Pubblicazione del DM dei locali di pubblico spettacolo;
  • Pubblicazione del DM degli edifici civili;
  • Pubblicazione del DM delle strutture sanitarie;
  • Pubblicazione del DM degli edifici pregevoli contenenti Musei e biblioteche;
  • Pubblicazione del DM degli edifici pregevoli in cui si svolgono attività ricadenti nell'elenco del DPR 151/11;
  • Pubblicazione del DM riguardante lo stoccaggio dei rifiuti.
Il DM 14 febbraio 2020 è entrato in vigore il 5 aprile 2020 (30 giorno dopo la pubblicazione sulla G.U. avvenuta il 6 marzo 2020), mentre il DM 6 aprile 2020 entrerà in vigore il 29 aprile 2020 (15 giorni dopo la pubblicazione sulla G.U. avvenuta il 14 aprile 2020).

19/4/2020-11:15

...
per consultare tutte le news occorre essere connessi se già registrati.