Prevenzione Incendi De Dona

Notizie di primo piano


PUBBLICAZIONE NORMA UNI 9795 2021
Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - Progettazione, installazione ed esercizio

rilevatori di fumo
In data 2 dicembre 2021 la UNI ha pubblicato l'aggiornamento della norma UNI 9795 che ha per oggetto: Sistemi fissi automatici di rivelazione e di segnalazione allarme d'incendio - Progettazione, installazione ed esercizio. Essa si applica ai sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d'incendio, collegati o meno ad impianti di estinzione o ad altro sistema di protezione (sia di tipo attivo che di tipo passivo), destinati a essere installati in edifici, indipendentemente dalla destinazione d'uso.
La norma 9795 2021 rispetto alla precedente versione risulta molto più dettagliata ed arricchita con nuove tabelle e figure, con 120 pagine rispetto alle 55 pagine della precedente versione.
Sono state introdotte molte nuove definizioni rispetto alla precedente versione del 2013, definendo con maggior dettaglio ogni componente e funzione.
Le funzioni degli impianti di rivelazione sono rimaste praticamente le stesse è stata solo introdotta la funzione P - funzione di allarme incendio (altoparlanti) - ed è stato rimodulato lo schema come riporato in figura.
componenti UNI 9795
Per i rilevatori puntiformi di calore è stata introdotta una tabella per la classificazione dei rilevatori in base alla temperatura di risposta (prospetto 1).
La tabella che riporta la distribuzione dei rivelatori nell'ambiente (prospetto 2 ) è stata modificata e collegata al nuovo prospetto 1. In ogni caso i rilevatori non potranno essere installati ad un'altezza maggiore di 7,5 m.
Anche la tabella per il posizionamento dei rilevatori puntiformi di fumo è stata modificata. In particolare è stata eliminata la possibilità di applicazioni speciali per altezze superiori a 12 m.
Per i rilevatori lineari di fumo sono state introdotte nuove tabelle e modalità d'installazione, è stato introdotto il prospetto 15 (Distribuzione rilevatori ottici lineari di fumo) che fissa l'altezza d'installazione in funzione della tipologia di copertura. Sono state inserite nel paragrafo per questa tipologia d'impianto diverse figure esplicative delle modalità d'installazione.
Il paragrafo relativo ai rilevatori di fiamma è stato ampliato, in particolare si parla esplicitamente nella norma di classe di sensibilità, richiamata dalla norma UNI EN 54-10, in funzione della distanza di rilevamento della fiamma.
Anche il paragrafo relativo ai rilevatori resettabili e non resettabili è stato notevolmente ampliato con l'introduzione di nuove tabelle e figure, in particolare è stato ridenominato in rilevatori ripristinabili e non ripristinabili.
Al paragrafo rilevatori puntiforme multisensore che utilizzano fenomeni di rilevazione combinata, così com'è stato ridenominato, sono stati adottati dei piccoli accorgimenti e miglioramenti.
Anche il paragrao relativo ai sistemi di rilevazione di fumo ad aspirazione e campionamento è stato ampiamente arricchito con nuove tabelle e figure tale da rivedere completamente la trattazione prevista dalla versione del 2013.
In definitiva si può ritenere che la versione 2021 della norma UNI 9795, pur restando in linea con la vecchia versione, è stata migliorata nella sostanza, completata e resa più leggibile con l'aggiunta di dettagli, nuove tabelle e figure.
Per l'approfondimento si rimanda alla norma UNI 9795 2021.

12/12/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
Modifiche all'allegato 1 del decreto del Ministro dell'interno del 3 agosto 2015, concernente l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi.

ingranaggio
Con decreto del 24 novembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 dicembre 2021, sono state riportate una serie di correzioni del DM 3/8/2015 s.m.i. (codice della prevenzioni incendi) che ha per oggetto appunto: Modifiche all'allegato 1 del decreto del Ministro dell'interno del 3 agosto 2015, concernente l'approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi.
Tra le diverse modifiche, oltre a semplici errori ortografici, sono state introdotte anche variazioni importanti, con le quali sono state modificate definizioni, formulazioni e tabelle. Di seguito in rosso si riportano quelle ritenute più significative:
  • Quota del compartimento: dislivello tra il piano del compartimento ed il relativo piano di riferimento. In caso di compartimento multipiano si assume il dislivello maggiore in valore assoluto che determina le soluzioni più gravose. (es. per il piano più elevato di compartimento fuori terra, per il piano più profondo di compartimento interrato).

    Con tale modifica sono stati risolti diversi problemi che il alcuni casi non rendevano applicabile la tabella S.3-6: (Massima superficie lorda dei compartimenti in m2).
  • Luogo sicuro temporaneo:luogo in cui è temporaneamente trascurabile il rischio d’incendio per gli occupanti che vi stazionano o vi transitano durante l'esodo; tale rischio è riferito ad un incendio in ambiti dell’attività specificati, diversi dal luogo considerato.

  • Uscita finale (o uscita d’emergenza): varco del sistema di esodo al piano di riferimento, che immette all’esterno su luogo sicuro temporaneo verso o luogo sicuro.

  • Alla tabella S.1-8 (Classificazione in gruppi di materiali per impianti) della strategia Reazione al fuoco sono state apportate le seguenti modifiche.

    Descrizione materiali GM1 GM2 GM3
    Ita EU Ita EU Ita EU
    Condotte di ventilazione e riscaldamento 0 A2-sl,d0 1 B-s2,d0 1 B-s3,d0
    Condotte di ventilazione e riscaldamento preisolate [1] 0-1 A2-sl,d0
    B-s2,d0
    0-1 B-s2,d0
    B-s3,d0
    1-1 B-s3,d0
    C-sl,d0
    Raccordi e giunti per condotte di ventila- zione e riscaldamento (L ≤ 1,5 m) 1 B-sl,d0 1 B-s2,d0 1 C-sl,d0
    Canalizzazioni per cavi per energia, controllo e comunicazione [2][4][6] 0 [na] 1 [na] 1 [na]
    Cavi per energia, controllo comunicazione [2][3][6] [na] B2ca-s1a,d0,a1 [na] Cca-s1b,d0,a2 [na] Cca-s3,d1,a3
    [na] Non applicabile.
    [1] Eventuale doppia classificazione italiana riferita a condotta preisolata con componente isolante non esposto direttamente alle fiamme; la prima classe è riferita alla condotta nel suo complesso (nel caso di superfici esterne non combustibili che offrano adeguate garanzie di stabilità e continuità anche nel tempo, la classe attribuita alla condotta nel suo complesso è 0), la seconda classe è riferita al componente isolante. La singola classe europea B-s2,d0 è ammessa solo se il componente isolante non è esposto direttamente alle fiamme per la presenza di uno strato di materiale incombustibile o di classe A1 che lo ricopre su tutte le facce, ivi inclusi i punti di interruzione longitudinali e trasversali della condotta.
    [2] Prestazione di reazione al fuoco richiesta solo quando le canalizzazioni, i cavi elettrici o i cavi di segnale non sono incassati in materiali incombustibili.
    [3] La classificazione aggiuntiva relativa al gocciolamento d0 può essere declassata a d1 in presenza di IRAI di livello di prestazione III oppure qualora la condizione d’uso finale dei cavi sia tale da impedire fisicamente il gocciolamento (es. posa a pavimento, posa in canalizzazioni non forate, posa su controsoffitti non forati, …).
    [4] La classe 0 può essere declassata a 1 in presenza di IRAI di livello di prestazione III.
    [5] la classe 1 non è richiesta per le canalizzazioni che soddisfano le prove di comportamento al fuoco previste dalle norme di prodotto armonizzate secondo la direttiva Bassa tensione (Direttiva 2014/35/UE).
    [6] In sostituzione dei cavi Cca-s3,d1,a3 possono essere installati cavi Eca in presenza di IRAI di livello di prestazione III oppure in caso di posa singola.
    Tabella S.1-8: Classificazione in gruppi di materiali per impianti

  • La tabella S.4-15 (Numero minimo di uscite indipendenti da locale o spazio a cielo libero) è stata modificata come segue:

    Rvita Affollamento dell'ambito servito Numero minimo
    uscite indipendenti
    Qualsiasi > 500 occupanti 3
    B1 [1], B2 [1], B3 [1] > 150 200 occupanti
    Altri casi 2
    Se ammesso corridoio cieco secondo le prescrizioni del paragrafo S.4.8.2. 1
    [1] Ambiti con densità d’affollamento > 0,4 p/m2
    Tabella S.4-15: Numero minimo di uscite indipendenti da locale o spazio a cielo libero

    Per le attività con Rischio vita di riferimento B e con densità d'affollamento > 0,4 (che potrebbero essere locali di pubblico spettacolo) il numero di occupanti dell'ambito servito per la necessità di tre uscite indipendenti è stato portato da 150 a 200.
  • La formula per la determinazione della lunghezza del corridoio cieco omesso, in presenza di due o più tratti consecutivi protetti è stata modificata come segue: Lom = ∑Lom(i)·Li/∑Li ∑Lom(i)

    esempio corridoio cieco omesso
    Questa modifica consente di poter applicare la condizione di corridoio cieco omesso in molte situazioni come ad esempio in un albergo con scala protetta che confluisce nella hall priva di protezione, dalla quale è raggiungibile l'uscita finale con percorso ≤ 15 m.
  • È stata modificata la tabella S.4-27 (Larghezze unitarie per vie d’esodo orizzontali) con l'attribuzione della larghezza unitaria di 6.2 p/mm anche agli ambiti con Rischio Vita B1 e B2 alle condizioni della nota [1].

    Rvita Larghezza unitaria Δcoda Rvita Larghezza unitaria Δcoda
    A1 3,40330 s B1, C1, E1 3,60310 s
    A23,80290 s B2, C2, D1, E24,10270 s
    A34,60240 s B1[1], B2[1], B3, C3, D2, E36,20180 s
    A412,3090 s
    I valori delle larghezze unitarie sono espressi in mm/persona ed assicurano una durata dell’attesa in coda, per gli occupanti che impiegano la specifica via d’esodo, non superiore a ?tcoda.
    [1] Per occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0,7 p/m2.
    Tabella S.4-27: Larghezze unitarie per vie d’esodo orizzontali

  • Analoga modifica è stata apportata alla tabella S.4-28 (Larghezze minime per vie d’esodo orizzontali) per ambiti con densità di affollamento > 0.7 e numero occupanti > 200 prevalentemente in piedi.

    Larghezza Criterio
    ≥ 1200 mm Affollamento dell’ambito servito > 1000 occupanti
    Oppure > 200 occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0,7 p/m2
    ≥ 1000 mm Affollamento dell’ambito servito > 300 occupanti
    ≥ 900 mm Affollamento dell’ambito servito ≤ 300 occupanti
    Larghezza adatta anche a coloro che impiegano ausili per il movimento
    ≥ 800 mm Varchi da ambito servito con affollamento ≤ 50 occupanti
    ≥ 700 mm Varchi da ambito servito con affollamento ≤ 10 occupanti (es. singoli uffici, camere d’albergo, locali di abitazione, appartamenti, …)
    ≥ 600 mm Ambito servito ove vi sia esclusiva presenza di personale specificamente formato, oppure occasionale e di breve durata di un numero limitato di occupanti (es. locali impianti o di servizio, piccoli depositi, …).
    L’affollamento dell’ambito servito corrisponde al totale degli occupanti che impiegano ciascuna delle vie d’esodo che si dipartono da tale ambito.
    Tabella S.4-28: Larghezze minime per vie d’esodo orizzontali

  • La tabella S.4-29 (Larghezze unitarie per vie di esodo verticali) è stata modificata come la tabella S.4-27 con l'attribuzione dei valori maggiori di larghezza unitaria per le vie d'esodo verticali con Rischio Vita B1 e B2 alle condizioni della nota [1].
    RvitaNumero totale dei piani serviti dalla via d'esodo verticaleΔtcode
    12[F]3456789> 9
    A14.003.603.253.002.752.552.402.252.102.00330 s
    B1, C1, E14.253.803.403.102.852.652.452.302.152.05310 s
    A24.554.003.603.253.002.752.552.402.252.10290 s
    B2, C2, D1, E24.904.303.803.453.152.902.652.502.302.15270 s
    A35.504.754.203.753.353.102.852.602.452.30240 s
    B1[1], B2[1], B3, C3, D2, E37.306.405.705.154.704.304.003.703.453.25180 s
    A414.6011.409.357.956.906.105.454.954.504.1590 s
    I valori delle larghezze unitarie sono espressi in mm/persona ed assicurano una durata dell'attesa in coda, per gli occupanti che impiegano la specifica via di esodo, non superiore a Δtcoda.
    I valori delle larghezze unitarie devono essere incrementati per le scale secondo le indicazioni della tabella S.4-30, oppure per le rampe secondo le indicazioni della tabella S.4-31.
    [F] impiegato anche nell'esodo per fasi.
    [1] Per occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0.7 p/m2

    Tabella S.4-29: Larghezze unitarie per vie di esodo verticali

  • Analoga modifica è stata apportata alla tabella S.4-32 (Larghezze minime per vie d’esodo verticali) per le vie d'esodo verticali con densità di affollamento > 0.7 e numero occupanti > 200 prevalentemente in piedi.
    Larghezza Criterio
    ≥ 1200 mm Affollamento dell’ambito servito > 1000 occupanti
    oppure > 200 occupanti prevalentemente in piedi e densità d'affollamento > 0.7 p/m2
    ≥ 1000 mm Affollamento dell’ambito servito > 300 occupanti
    ≥ 900 mm Affollamento dell’ambito servito ≤ 300 occupanti
    ≥ 600 mm Ambito servito ove vi sia esclusiva presenza di personale specificamente formato, oppure occasionale e di breve durata di un numero limitato di occupanti (es. locali impianti o di servizio, piccoli depositi, …).
    L’affollamento dell’ambito servito corrisponde al totale degli occupanti che impiegano ciascuna delle vie d’esodo che si dipartono da tale ambito.

    Tabella S.4-32: Larghezze minime per vie d’esodo verticali

  • Nelle RTV Uffci (V.4) alla tabella V.4-4: (Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779) sono state apportate le seguenti modifiche:

    Attività Livello di pericolosità Protezione esterna Alimentazione idrica
    OA 1 Non richiesta Singola [3]
    OB 2[2] Si Non richiesta Singola
    OC 3[2] Si[1] Singola superiore
    [1] Non richiesta per attività classificate HA
    [2] Per eventuali aree TK presenti nell'attività classificate HA, è richiesto almeno il livello di pericolosità 1.
    [3] L'alimentazione idrica può essere di tipo promiscuo secondo UNI 10779
    Tabella V.4-4: Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779

    Questa modifica comporta che per un'attività d'ufficio fino ad 800 occupanti (OB) non è richiesta la protezione esterna della rete idrica antincendio.
  • Nelle RTV Autorimessa (V.6) alla tabella V.4-4: (Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779) sono state apportate le seguenti modifiche:

    Tipologia
    autorimessa
    Verso le
    pertinenze
    dell'autorimessa
    Verso compartimenti
    di altre attività
    Vie d'esodo comuni
    con altre attività
    TM1[1]; TM2; TT; TZ In prevalenza
    non aperti al
    pubblico
    In prevalenza
    aperti al
    pubblico
    In prevalenza
    aperti al
    pubblico
    In prevalenza
    non aperti al
    pubblico
    SA, AB, HB [2] Protetta come da paragrafo V.6.5.2 Filtro [3][5] Filtro [4] Filtro [5]
    Altre Come da paragrafo V.6.5.2 Filtro [3] Filtro [4]
    SC Protetta come da Capitolo S.2 Filtro [3] A prova di fumo Non ammessa alcuna comunicazione
    [1] Solo se l’area TM1 è inserita in compartimento distinto;
    [2] In caso di altezza antincendi dell’opera da costruzione di cui fa parte l’autorimessa ≤ 24 m
    [3] Il requisito Sa per le porte non è richiesto.
    [4] Via d’esodo a prova di fumo proveniente dall’autorimessa
    [5] Per autorimesse AA la comunicazione può avvenire mediante porta E30
    Tabella V.6-2: Caratteristiche minime delle comunicazioni tra compartimenti

    Tale modifica era stata già preannunciata con la circolare prot. 17496 del 18/12/2020. Questa comporta che nell'autorimesse private (SA) fino a 5000 m2 (AB), con piani compresi tra le quote -5 m e 12 m (HB) e con altezza antincendio dell'opera da costruzione ≤ 24 m la comunicazione con l'edificio civile può avvenire con porta E 30.
    Altra modifica riguarda la tabella V.6-3 (ivelli di prestazione per controllo incendi)

    Autorimessa Autorimessa
    SA SB SC
    AA AB AC AD AA AB AC AD
    HA II II [1] III [1] IV II III III [1] IV IV
    HB II III III [1] IV II III III [1] IV
    HC; HD IV IV
    [1] Incremento di un livello di prestazione per autorimesse chiuse.
    Tabella V.6-3: Livelli di prestazione per controllo incendi

    Anche questa modifica era stata già preannunciata con la circolare prot. 17496 del 18/12/2020, che prevede l'impianto sprinkler per autorimesse chiuse, pubbliche (SB), con superficie ≤ 10000 m2 (AC) e con piani compresi tra le quote -5 m e 12 m (HB).
  • Nelle RTV Scuola (V.7) alla tabella V.7-4: (Parametri progettuali per la rete idranti secondo UNI 10779) sono state apportate le seguenti modifiche:

    Attività Livello di pericolosità Protezione esterna Alimentazione idrica
    OA,OB, OC 1 Non richiesta Singola [3]
    OD, OE 2 [2] Si [1] Singola superiore
    [1] Non richiesta per HA
    [2] Per eventuali aree TK presenti nell'attività HA è richiesto almeno il livello di pericolosità 1.
    [3] E' ammessa alimentazione idrica di tipo promiscuo.
    Tabella V.7-4: Parametri progettuali per rete idranti secondo UNI 10779 e caratteristiche minime alimentazione idrica UNI EN 12845

    Questa modifica prevede la presenza di una protezione esterna a norma UNI 10779 per attività scolastiche con numero di occupanti > 800 (OD).
  • Oltre le modifiche sopra riportate il decreto include molte correzioni a cui si rimanda per una lettura completa.
    Il decreto entrerà in vigore il 30 giorno dopo la data della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 2 dicembre. Pertanto, le modifiche saranno applicabile a partire 1/1/2021.

06/12/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 3 settembre 2021 - Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

officin meccanica
Con decreto del 3 settembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre 2021, è stato emanato il terzo ed ultimo decreto con il quale viene abrogato definitivamente il DM 10/03/98. Questo terzo decreto (cosiddetto decreto Minicodice) ha per oggetto: Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punti 1 e 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Il decreto si compone della parte normativa e di un allegato:
  • Allegato I: Criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio.
L'art. 1 (Campo di applicazione) stabilisce che il decreto si applica alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro con esclusione dei cantieri temporanei o mobili di cui al titolo IV del D.Lvo 81/08.
L'art. 3 (Criteri di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio) precisa che qualora esista una regola tecnica per una specifica attività, luogo di lavoro ai sensi del D.Lvo 81/08, la stessa costituisce la norma di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio. Stabilisce, inoltre, che per i luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio si applicano i criteri di progettazione previsti nell'allegato I. Nel medesimo allegato sono definiti i luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio, con i seguenti requisiti:
  • affollamento ≤ 100 occupanti;
  • superficie lorda complessiva ≤ 1000 m2;
  • piani situati a quota compresa tra -5 m e 24 m;
  • materiali combustibili in quantità non significativa (carico d'incendio specifico qf ≤ 900 MJ/m2);
  • non si devono detenere o trattare sostanze o miscele pericolose in quantità significative;
  • non si devono effettuare lavorazioni pericolose ai fini antincendio.
Nell'all'art. 3 si precisa, inoltre, che per le attività non ricadenti nei casi sopra indicati si applicano le misure previste dal DM 3/8/2015 s.m.i. (codice della prevenzione incendi), non escludendo l'applicazione di quest'ultimo anche per i luoghi a basso rischio d'incendio, come sopra definiti.
Si riporta nella tabella seguente il riferimento normativo per la progettazione ai fini antincendio del luogo di lavoro.

Attività Riferimento normativo
Luogo di lavoro a cui è possibile applicare una specifica regola tecnica Regola tecnica di riferimento
Luogo di lavoro a basso rischio d'incendio secondo l'allegato I del DM 3/09/2021 (p.to 1 comma 2) DM 3/09/2021 oppure DM 3/8/2015 s.m.i.
Luogo di lavoro non ricadente nell'allegato I del DPR 151/11 e non a basso rischio secondo DM 3/8/2015 s.m.i.
Luogo di lavoro ricadente nell'allegato I DPR 151/11 DM 3/8/2015 s.m.i.

L'allegato I stabilisce le misure di prevenzione e protezione antincendio da adottare per i luoghi di lavoro a basso rischio d'incendio, che si possono riassumere come segue per le 10 strategie antincendio:
  • deve essere obbligatoriamente effettuata la valutazione del rischio incendio in relazione alla complessità del luogo di lavoro;
  • nessuna indicazione specifica per la strategia reazione al fuoco (S.1);
  • nessuna indicazione specifica per la strategia resistenza al fuoco (S.2);
  • a seguito della valutazione del rischio sarà valutata la necessità di effettuare una compartimentazione (S.3);
  • per la strategia esodo (S.4) sono previste le seguenti misure:
    • il numero di occupanti deve essere determinato considerando una densità di affollamento di 0,7 persone/m2, fermo restando che il titolare possa dichiarare un affollamento inferiore rispetto a quello calcolato;
    • presenza di porte di emergenza con dispositivo di facile apertura a norma UNI EN 1125 o equivalente nel caso siano impegnate da più di 25 occupanti;
    • due vie di esodo alternative con lunghezza massima di esodo ≤ 60 m;
    • corridoio cieco ≤ 30 m, estendibile a 45 m a condizione che venga installato un impianto IRAI dotato delle funzioni minime A, B, D, L, C e l'altezza media dei locali serviti dal corridoio cieco sia ≥ 5 m;
    • altezza delle vie di esodo ≥ 2 m salvo brevi tratti segnalati percorsi solo da personale specificamente formato o in locali impianti, di servizio, piccoli depositi e in generale a seguito di opportuna valutazione del rischio;
    • la larghezza dei percorsi di esodo deve essere ≥ 900 mm. Sono ammessi varchi di larghezza ≥ 800 mm, ≥ 700 mm per affollamenti ≤ 10 occupanti e ≥ 600 mm per locali impianti o di servizio, piccoli depositi ecc;
    • presenza di spazi calmi in tutti i piani dove sono presenti occupanti non occasionali con limitate abilità a raggiungere da soli il luogo sicuro;
  • per la gestione della sicurezza antincendio (S.5) il datore di lavoro deve organizzare un sistema di GSA tramite:
    • verifica dell’osservanza dei divieti, delle limitazioni e delle condizioni normali di esercizio;
    • mantenimento in efficienza di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio;
    • attuazione delle misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza;
    • apposizione di segnaletica di sicurezza;
  • per la strategia controllo incendio (S.6) devono essere installati estintori con capacità minima 13A 89B C con carica non inferiore a 6 Kg, raggiungibili con un percorso non inferiore a 30 m. Viene indicato l'utilizzo di estintori ad acqua in ambienti al chiuso per fuochi di classe A o B da non utilizzare su apparecchiature elettriche. A seguito di valutazione del rischio potrà essere prevista la rete idranti da realizzare in conformità alla norma UNI 10779 e UNI EN 12845 (livello 1 di pericolosità, protezione interna, alimentazione di tipo singola).
  • per la strategia rivelazione allarme incendio (S.7) normalmente la segnalazione e diffusione dell'allarme è demandata agli occupanti. A seguito di valutazione del rischio potrà essere previsto un impianto automatico di rivelazione allarme incendio conforme alla norma UNI 9795.
  • per la strategia controllo fumo e calore (S.8) devono essere previste aperture per facilitare l'attività delle squadre di soccorso mediante le stesse aperture già previste per motivi igienico-sanitari.
  • per la strategia operatività antincendio deve essere garantito l'avvicinamento dei mezzi di soccorso ad una distanza ≤ 50 m o misure alternative.
  • per la strategia sicurezza impianti gli stessi devono essere realizzati a regola d'arte e mantenuti in efficienza.
Il decreto entra in vigore un anno dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale avvenuta il 29/10/2021, ovvero il 29/10/2022.

31/10/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 14 ottobre 2021 - Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, contenenti una o pià attività ricomprese nell'allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151, ivi individuate con il numero 72, ad esclusione di musei gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.

struttura ospedaliera in edificio storico
Con decreto del 14 marzo 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 ottobre 2021, è stata emanata la regola tecnica verticale (RTV) per gli edifici tutelati che va a modificare il DM 3/8/2015 smi, inserendo il capitolo V.12. (Altre attività in edifici tutelati). La presente RTV si applica quando all'interno di un edificio tutelato, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, con Rischio Beni pari a 2 o 4, è presente un'attività soggetta al controllo dei Vigili del Fuoco (ricadente nell'elenco dell'allegato I del dpr 151/11) e risulta aperta al pubblico.
Per il completamento del codice della prevenzione incendi (DM 3/8/2015 smi) mancano ancora le seguenti pubblicazioni di RTV, già presenti in bozza: Nel campo di applicazione dell'allegato al decreto 14/10/2021 è evidenziato che la RTV potrà essere un utile riferimento per la progettazione, realizzazione ed esercizio di edifici sottoposti a tutela contenenti attività non aperte al pubblico.
Trattandosi di edificio tutelato sono previste misure alternative in alcune strategie per garantire un equivalente livello di sicurezza.
Nella reazione al fuoco (strategia S.1) vengono presi in considerazione solo i beni tutelati lungo le vie di esodo in ambiti con profilo di rischio vita compresi in C, D ed E.
Per la resistenza al fuoco (strategia S.2), dove non è possibile verificare quanto previsto dalla specifica RTV, relativamente ai valori minimi di resistenza al fuoco, limitatamente agli ambiti con profili di rischio vita A1, A2, B1, B2, E1 ed E2, si può ovviare incrementando il livello di prestazione gestione della sicurezza antincendio di una unità oltre ad avere un carico d'incendio specifico di progetto qf,d ≤ 200 MJ/m2. Inoltre, nei sottotetti con struttura portante in legno che non costituiscono compartimento autonomo, nei casi dove non è possibile l'adeguamento strutturale dovrà essere previsto l'impianto sprinkler ed un livello di prestazione gestione della sicurezza antincendio III. Dove invece il sottotetto costituisce un compartimento autonomo lo stesso dovrà essere libero da ogni tipo di materiale combustibile.
Per la strategia Esodo S.4 sono ammesse tutte le soluzioni conformi anche con altezze dei percorsi di esodo ≥ 1,8 m e qualsiasi tipologia e variazione di alzata e pedata contemplate nella stessa rampa, a condizione che venga raddoppiato il livello di illuminazione previsto dalla UNI EN 1838 e vengano garantite misure gestionali aggiuntive.
Le misure gestionali aggiuntive da prevedere nella strategia gestione della sicurezza antincendio sono:
  1. almeno 3 volte l'anno la prova di attuazione del piano di emergenza. La prima deve avvenire entro i due mesi dall'inizio dell'attività;
  2. Predisposizione di un piano di limitazione dei danni.
    Detto piano dovrà individuare i soggetti adeguatamente formati per lo specifico incarico, le aree in cui sono distribuiti in termini qualitativi e quantitativi i beni tutelati, le procedure di allontanamento dei beni, le priorità di evacuazione, le modalità di trasporto ed i luoghi di ricovero dei beni con le relative caratteristiche. In merito alle misure di protezione attive antincendio dovranno essere indicate le eventuali restrizioni nell'utilizzo di sostanze estinguenti.
Per gli impianti antincendio (strategia S.5) occorre considerare la compatibilità delle sostanze estinguenti con i beni tutelati.
Dovrà essere previsto per la strategia rivelazione allarme incendio un livello di prestazione IV, quindi rilevatori di fumi automatici estesi all'intera attività.
Il Decreto entra in vigore 30 giorni dopo la pubblicazione nella gazzetta ufficiale avvenuta il 25/10/2021, pertanto entrarà in vigore il 24/11/2021.

28/10/2021


PUBBLICAZIONE NORMATIVA
DECRETO 2 settembre 2021 - Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.

gestione sicurezza antincendio
Con decreto del 2 settembre 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 4 ottobre 2021, è stato emanato il secondo dei tre decreti che andranno a sostituire il DM 10/03/1998. Questo secondo decreto (cosidetto decreto GSA) ha per oggetto: Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
Il decreto si compone della parte normativa e di cinque allegati:
  • Allegato I: Gestione della sicurezza antincendio in esercizio;
  • Allegato II: Gestione della sicurezza antincendio in emergenza;
  • Allegato III: Corsi di formazione e aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio;
  • Allegato IV: Idoneità tecnica degli addetti al servizio antincendio;
  • Allegato V: Corsi di formazione e di aggiornamento dei docenti dei corsi antincendio;
L'allegato I stabilisce l'obbligo da parte del datore di lavoro di fornire ai lavoratori un’adeguata informazione e formazione sui principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio. Nell'allegato sono indicati gli argomenti da trattare nell'attività, precisando che l'informazione e la formazione devono essere basate principalmente sulla valutazione dei rischi specifici dell'attività.
Ove corre l'obbligo del piano di emergenza (art. 2 comma 2), i lavoratori devono partecipare ad esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale, quando il luogo di lavoro abbia le seguenti caratteristiche:
  • luogo di lavoro ove sono occupati almeno dieci lavoratori;
  • luogo di lavoro aperto al pubblico caratterizzato dalla presenza contemporanea di più di cinquanta persone, indipendentemente dal numero dei lavoratori;
  • luogo di lavoro che rientra nell'allegato I al decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.
Tali esercitazioni dovranno essere opportunamente documentate dal datore di lavoro.
L'allegato II stabilisce le misure da adottare per la gestione della sicurezza in emergenza. In particolare, il datore di lavoro ove corre l'obbligo del piano di emergenza (art. 2 comma 2) dovrà provvedere a tenere aggiornato il piano di emergenza in occasione di ogni modifica che possa alterare le misure di prevenzione e protezione. Nel piano di emergenza dovranno essere indicati i nominativi degli incaricati di sovrintendere e attuare le procedure previste.
L'allegato III stabilisce i contenuti minimi della specifica formazione che devono ricevere i lavoratori che svolgono incarichi relativi alla prevenzione incendi, lotta antincendi o gestione delle emergenze. In particolare il relazione della complessità dell’attività e del livello di rischio sono individuati tre gruppi di percorsi formativi.
L'allegato IV stabilisce l'elenco dei luoghi di lavoro ove si svolgono attività per le quali, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, è previsto che i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, conseguano l'attestato di idoneità tecnica di cui all'articolo 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512.
Nell'allegato V sono riportati i corsi di formazione per docenti. In particolare sono stabiliti tre tipologie di corsi:
  • Corso di formazione di tipo A, della durata minima di 60 ore, che abilità i docenti alla formazione sia della parte teorica che pratica;
  • Corso di formazione di tipo B, della durata minima di 48 ore, che abilità i docenti alla formazione della parte teorica;
  • Corso di formazione di tipo C, della durata minima di 28 ore, che abilità i docenti alla formazione della parte pratica;
Nell'allegato per ciascun modulo sono riportati gli argomenti da trattare. Il decreto entra in vigore un anno dopo la sua pubblicazione nella gazzetta ufficiale ovevro il 4 ottobre del 2022.

09/10/2021

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